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Il mistero della Gioconda svelato da Silvano Vincenti

Michelangelo Polise
Michelangelo Polise
3 Min di lettura

Silvano Vinceti svela il mistero de La Gioconda.

Secondo i recenti studi del ricercatore d’arte e scrittoreLeonardo da Vinci fece il suo ultimo viaggio in Francia nel 1517, Silvano Vinceti svela il mistero de La Gioconda. Lo studioso dell’arte osservando il monte di Rocciamelone ha potuto notare importanti somiglianze con il lato sinistro (per chi guarda il capolavoro) del paesaggio, raffigurato sullo sfondo del quadro La Gioconda. Oltre ciò, si può ammirare un laghetto che ricorda quello del comune di Ferrera Moncenisio, ai confini con il territorio francese. La ricerca prende forma nel 2023, ai tempi già ebbe risonanza mondiale: la scoperta inizio in seguito alle convinzione che quello di spalle alla Monna Lisa fosse il Ponte Romito.

Proseguendo le sue ricerche, Vinceti ha esaminato molti documenti storici, spinto dal desiderio di capire quale percorso fece Leonardo per recarsi l’ultima volta in Francia, ad Amboise. Riguardo ciò, l’ultimo viaggio in quella zona del grande Leonardo Da Vinci dovrebbe essere avvenuto intorno all’autunno del 1516. «I documenti che ho esaminato – afferma lo storico e ricercatore – certificano che nel sedicesimo secolo il colle del Moncenisio era quello più gettonato per attraversare le Alpi e scendere in terra francese. A tal proposito vi sono testimonianze di molti personaggi, da Margherita di Valois, sorella minore del re Enrico II di Francia, alla duchessa Jolanda, figlia del re di Francia Carlo VII e moglie di Amedeo IX di Savoia. Tra gli altri anche Michel de Montaigne, filosofo, scrittore e politico francese».

Quanto osservato durante il viaggio ispirò probabilmente Leonardo a dipingere parte del paesaggio della Gioconda: l’artista, che in molti suoi dipinti raffigurava particolari di paesaggi reali, avrebbe visto le catene montuose che avvolgevano il colle del Moncenisio e di Rocciamelone osservando anche un piccolo lago. Lo storico, così, attraverso l’uso di un drone ha messo a confronto lo parte alta del quadro con i dettagli di questo paesaggio trovando una corrispondenza davvero notevole. La tesi in questione è stata anche convalidata dal prof. Carlo Vecce e, in epoca più antica, dallo storico leonardesco Gustavo Uzielli.

A rendere ancora più plausibile questa scoperta, Vinceti e un suo collaboratore del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali, presieduto dallo stesso ricercatore, hanno scoperto nella parte alta del paesaggio (sopra il lago e in corrispondenza della montagna di Rocciamelone) la scritta “juse”, un francesismo che rinvia alla Val di Susa, il quale era utilizzato da Leonardo nel suo testamento. Il mistero della Gioconda svelato da Silvano Vincenti, insieme ad altre scoperte, si troverà nel libro “Il paesaggio della Gioconda tra misteri e suggestioni” (Armando Editore) in uscita in questi giorni.

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