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Raspadori: “E’ un’emozione fortissima giocare al Maradona. Vi dico il mio idolo”

Alessandro Caterino
Alessandro Caterino
2 Min di lettura

Il giocatore azzurro rilascia alcune dichiarazioni

Giacomo Raspadori, intervistato a Betsson Sport, ha espresso le sue sensazioni a caldo sulla possibilità di giocare al Maradona: “Sicuramente è un’emozione fortissima perché è uno stadio glorioso dove hanno giocato grandi campioni. L’emozione è stata molto forte perché sai di essere all’interno di un tempio del calcio dove si percepisce l’amore per questa squadra. Scaramanzia qui si sente tanto. Io non sono particolarmente scaramantico, ma medito per aiutarmi a concentrare. E’ diventata una sorta di scaramanzia, però lo faccio più per avere un mio equilibrio”.

Raspadori si sofferma su un momento che ha avuto forte impatto sulla sua carriera: “Sicuramente per quanto riguarda la consapevolezza e l’autostima, quando a Sassuolo mister De Zerbi mi ha dato la fascia da capitano a 21 anni”.

Sul giocatore a cui si ispira: “Forse del passato direi Di Natale, non credo di assomigliarci ancora ma la mia aspirazione è cercare di essere il più simile ad Aguero. Aguero è sempre stato il mio punto di riferimento per caratteristiche, mi sono sempre ispirato al suo modo di stare in campo”.

Quale compagno di squadra temeresti da avversario? “Un difensore, quindi sicuramente Di Lorenzo”.

Sul gol più bello realizzato al Napoli: “Più bello a livello tecnico forse quello con l’Ajax in Champions qua a Napoli. Emotivamente quello dell’anno scorso contro la Juventus a Torino”.

Su Napoli-Juve: “Sono state emozioni fortissime, si sa quanto questa partita sia importante a Napoli. E’ stato doppiamente bello sia dal punto di vista personale che per tutta la squadra”.

Sullo scudetto vinto: . “Sicuramente il mio percorso calcistico ha avuto un momento di grande crescita da quel momento lì, ho avuto la possibilità di partecipare agli Europei, sono stati un momento unico per me e per tutti gli italiani”.

Sul suo piatto preferito:  “Napoletano, la pizza. Non posso non dire il mio preferito di casa mia, quindi dico i tortellini di mia nonna”.

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