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De Laurentiis: “Il Napoli di diritto dovrebbe andare al Mondiale per club: vi spiego perchè”

Alessandro Caterino
Alessandro Caterino
3 Min di lettura
© SSC Napoli

Il patron azzurro rilascia alcune dichiarazioni

Aurelio De Laurentiis è intervenuto al Business of Football Summit, evento organizzato a Londra dal Financial Times. Ecco le sue parole, dove inizia a parlare del Mondiale per Club: “A me dispiace perché la Juve è stata punita dalla Uefa che quest’anno li ha estromessi dalle coppe europee. Io, se dovessi battere il Barcellona e dovessi successivamente fare un pareggio e una vittoria, di diritto dovrei andare io, ma di diritto dovrei andarci comunque perché se la Juve è stata eliminata dalle coppe europee non dovrebbe essere ammessa al Mondiale per Club. Fermo restando che questa competizione ci creererà mille problemi per il successivo campionato nazionale”. 

De Laurentiis si sofferma sul futuro di Osimhen: “Partirà? Chissà, vedremo. Napoli è un posto fantastico, ci sono alcuni giocatori che si sono innamorati e ci sono rimasti come Hamsik per 11 anni. O altri per otto anni. C’è invece chi è stato attratto dal Real Madrid, dal Psg, dall’Arsenal, dal Manchester City, dal Chelsea. Quindi non puoi fermarli, soprattutto quando hanno una clausola rescissoria con cui possono essere acquistati”. 

Sulla questione Superlega: “Dieci anni fa proposi un campionato europeo. Il modello Champions coi sorteggi non mi piace, io voglio giocare contro tutti e quindi voglio fare un campionato vero, ma europeo e non nazionale, per quelli che hanno raggiunto determinati risultati. Quindi le squadre possono cambiare. Poi è venuta fuori la Superlega. A me è servita perché in quel momento ero contrario ai fondi, così dissi ad Agnelli di votare contro, infatti insieme abbiamo mandato a fondo il fondo. Il problema dei fondi è che non sanno di calcio e l’hanno dimostrato in sei mesi di negoziazioni. Alla Superlega sarò favorevole se sarà in grado di essere democraticamente sul mercato e assolverà dunque al problema del merito perché bisogna partecipare per merito”.

Su Haaland, che ai tempi di Salisburgo era vicino ad approdare alla corte azzurra: “Quando io ho scoperto Haaland al Salisburgo, che per me era un grandissimo giocatore, i miei collaboratori erano tutti preoccupati perché non lo conoscevano ancora, non dava le certezze di oggi. Io lo volevo comprare per 50 milioni, ma il povero Mino Raiola mi portò in un mio salotto e mi disse: Noi siamo amici, di là non le dire queste cose, per Haaland ho già provveduto io, non ti mettere in mezzo. Io dissi: Va bene Mino, facciamo così, abbiamo fatto finta di parlare. Perché lui aveva già fatto tutto con la sua società“.

Su Ibrahimovic: “Lui è una persona straordinaria, coi suoi figli siamo stati spesso a cena a Los Angeles coi miei figli, ha fatto anche una parte nel mio film. Proprio perché straordinario si fidava di Mino che ovviamente faceva i suoi interessi”.

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