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Julio Sergio: “Con Garcia alla Roma abbiamo fatto un ritiro diverso dal solito”

Mauro Cucco
Mauro Cucco
3 Min di lettura
© Al Nassr

A Radio CRC nel corso della trasmissione “Si Gonfia la Rete” è intervenuto Julio Sergio, ex calciatore e allenato da Garcia: “E’ una grandissima persona, l’ho conosciuto molto bene e mi è piaciuto tantissimo il suo atteggiamento. Ci sa fare con i giocatori. Abbiamo fatto un ritiro diverso dagli altri che avevo fatto in Italia, ma ha fatto giocare bene la squadra e correre molto in quell’anno. È uno che vuole vincere e fa giocare la squadra per vincere. Non è facile con il Napoli campione d’Italia, la società ha fatto la scelta giusta prendendo Garcia”.

Julio Sergio parla del suo ruolo di portiere nel gioco dell’allenatore francese: “Il portiere è sempre coinvolto negli allenamenti e nelle partite con Garcia. Il Napoli ha fatto molto bene e ha vinto lo scudetto tante giornate prima. Penso che il prossimo anno sarà un po’ più difficile, ma non penso che ci saranno problemi con tanti giocatori che hanno qualità. 

Sulla scelta di Spalletti? “Lavorare nel calcio italiano ti dà pressione costante, quindi portare il Napoli a vincere lo scudetto dopo tanti anni gli ha fatto sprecare tante energie. Lui ha un carattere particolare e molto energico, sicuramente si è stancato per mantenere la squadra su questo livello. 

Differenze tra Garcia e Spalletti? “Garcia è obiettivo, con la stampa risponderà quello che dovrà rispondere senza fare quello che fa Spalletti prendendo l’attenzione su di sè per tenere i giocatori tranquilli. Usano modi differenti per arrivare agli stessi obiettivi. Lavorare col calcio è meraviglioso, ma stanca. 

Garcia è il tecnico giusto per andare avanti in Champions League? “Penso che la domanda debba essere differente, il Napoli non vinceva da 33 anni lo scudetto. I giocatori hanno grandissime qualità, ma il Napoli non sta facendo 10 anni di Champions League come ha fatto il Manchester City. Creare una responsabilità o un’aspettativa così da un giorno all’altro non è semplice. Dobbiamo creare tutte le opportunità per gli allenatori di arrivare a vincere una competizione così importante. Poi ci sono altri paesi d’Europa che spendono più soldi e vincono. Per vincere serve tempo e servono soldi”.

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