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Le ultime idee di ADL: “Via l’intervallo! Insegnare calcio nelle scuole e facciamo tabula rasa”

Mauro Cucco
Mauro Cucco
3 Min di lettura
© Il Mio Napoli - Foto Marco Bergamasco

Nel corso della chiacchierata con Fabio Fazio a “Che tempo che fa”, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha fatto chiarezza su Luciano Spalletti (“E’ un uomo libero, mi ha chiesto un anno sabbatico”), ma ha rilanciato nuove idee per rivoluzionare il calcio. L’ultima, in ordine di tempo, è quella di abolire l’intervallo: “E’ una follia! Non ci deve essere l’intervallo. Bisogna andare dritti per dritti! Abbiamo 27 calciatori e quindi abbiamo tutti i calciatori che vuoi per andare dritto per dritto”.

De Laurentiis vorrebbe rivoluzionare il calcio, penetrando nelle scuole: “Non è che voglio rivoluzionarlo, vorrei recuperare i giovanissimi. I giovanissimi si stanno rincretinendo con gli smartphone e le piattaforme dove, in solitario o in gruppi, giocano. E non hanno più la coscienza e la pazienza di seguire il calcio e questo si tramuta in una non passione. Vorrei parlare con il ministro della pubblica istruzione per insegnare fin dalle scuole a questi bambini come capire di calcio grazie ai vari allenatori. Prendere, ad esempio, la finale dei Mondiali Francia-Argentina, vivisezionarla e fare in modo che i vari allenatori, da Spalletti a Mourinho, facciano dei mini-video per spiegare le varie situazioni”.

Poi, rimarca l’idea di campionato troppo disequilibrati, considerando che vi sono club blasonati con altri che rappresentano realtà o città di provincia: “Bisogna essere competitivi tenendo i conti in ordine. Il segreto è fare impresa e non fare presa. Se fai l’imprenditore tu investi e se investi raccogli. Se non investi, si accumulano debiti su debiti, rosso su rosso. E poi ci sono le istituzioni calcistiche che dovrebbero fare tabula rasa, con regole precise. Ci sono ma poi fanno finta di niente. Non ci sono pari forze. Ci sono dei campionati che non sono equilibrati. Mica i kart gareggiano con la Formula 1? I calciatori si migliorano strada facendo, esattamente come i piloti. I campionati dovrebbero essere suddivisi per tipologia di città. Tu non puoi far giocare una città che ha 3-5 milioni di abitanti con una città che ne ha 30mila. E chi la vede la partita in tv? Non la vede nessuno. E se non la vede nessuno, gli sponsor non pagano”.

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