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Luis Enrique, il primo tentativo in A fu un fallimento. Il resoconto della sua storia a Roma

Gianmarco Ruocco
Gianmarco Ruocco
4 Min di lettura

Luis Enrique è rientrato prepotentemente nella lista dei possibili sostituti di Spalletti. L’allenatore spagnolo ha già allenato in Serie A, alla Roma. Ecco com’è andata l’esperienza nella capitale

Negli ultimi giorni il nome di Luis Enrique ha preso sempre più quota nella lista dei possibili nuovi allenatori del Napoli. Sul suo ingaggio pendono, però, numerosi dubbi. In primis la questione Spalletti ancora in sospeso. Infatti se le sensazione generale è che la separazione tra l’attuale tecnico e la società azzurra sia solo da comunicare, è anche vero che il carattere dei due protagonisti della vicenda, Spalletti stesso e De Laurentiis, non permette di escludere nessuna possibilità ed eventuale colpo di scena.

© Il Mio Napoli – Foto Marco Bergamasco

L’altro grande dubbio riguarda proprio l’ex ct della Spagna. Nonostante questo sia un allenatore di valore assoluto, infatti, porta con se una grande incognita. Se sia, cioè, adatto al campionato italiano. Il dubbio non è frutto di malafede ma nasce proprio dall’esperienza che Luis Enrique ha vissuto alla guida della Roma.

Fortemente voluto dalla presidenza americana targata Thomas Di Benedetto, il tecnico arriva nella capitale portando con se sia la sua idea di calcio ed il suo numeroso staff. La prima esperienza tra i grandi, fino ad allora aveva allenato solo il Barcellona B, inizia nel peggiore dei modi. I giallorossi vengono infatti eliminati ai preliminari di Europa League dallo Slovan Bratislava. Le scelte del tecnico asturiano, poi, fanno discutere molto, soprattutto quella di schierare uno giovane e sconosciuto Okaka al posto del capitano Totti.

In campionato va ancora peggio. Battuta in casa dal Cagliari e pareggiate le due gare successive, contro Inter e Siena, l’avvio dei giallorossi è molto deludente. Al termine della stagione il risultato è impietoso. La Roma perde per ben 14 volte in campionato, tra le sconfitte più dolorose i derby di andata e ritorno con la Lazio. Viene eliminata dalla Coppa Italia per mano della Juventus con un sonoro 3 a 0 e in Serie A non va oltre il settimo posto finale. Oltre ciò Luis Enrique non riesce ad instaurare un rapporto collaborativo con lo spogliatoio. Al riguardo è emblematica l’esclusione di De Rossi per un solo minuto di ritardo. Al suo addio, tra mille contestazioni, la piazza espone un iconico striscione: “Vattene da Roma, s’è liberato un posto al Barcellona”.

Resta da capire, dunque, se l’infelice annata romana sia stata solo frutto di sfortuna ed inesperienza oppure l’idea di gioco ed il carattere dello spagnolo non sono compatibili con la Serie A. Qualora De Laurentiis decidesse di affidare a lui il gruppo azzurro, potremmo trovare una risposta a questo quesito. Di certo subentrare nel Napoli dopo Spalletti porta con se mille pressioni. Si va infatti a sostituire chi è riuscito a far gioire la piazza dopo 33 anni…dunque ripetersi o far addirittura meglio è molto difficile. Il Luis Enrique di ora, però, non è lo stesso del 2011. Anzi, grazie all’esperienza maturata alla guida della Spagna e del Barcellona, sembra aver imparato a gestire le pressioni. Qualora la rosa fosse confermata, poi, le caratteristiche per fare bene ci sono tutte.

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