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Spalletti: “Senza Raspadori e Simeone sarebbe stata dura vincere”

Mauro Cucco
Mauro Cucco
5 Min di lettura
© SSC Napoli

Luciano Spalletti parla in conferenza stampa alla vigilia di Napoli-Bologna, decima giornata di campionato. Queste le sue dichiarazioni a partire dall’impiego di Osimhen: “La gestione è abbastanza facile perché si va in campo in undici ma le rose sono di 24-25 calciatori e tutti fanno così. Ci sono delle posizioni in cui è importante avere dei cambi, perché se non avessimo avuto i vari Raspadori e Simeone in questo momento in cui mancava Osimhen sarebbe stata dura portare a casa queste partite. D’ora in poi si fa così e si tiene conto, di volta in volta, della forza dei calciatori. Zanoli non può fare Di Lorenzo, ad esempio, però poi ci sono altre situazioni in cui c’è possibilità di cambiare perché ci sono calciatori che si equivalgono, per forza e per esperienze, si cerca di fare tutto abbastanza correttamente, senza andare a fare troppi calcoli. Bisogna vedere l’atteggiamento corretto dei calciatori”.

Sul Bologna: “Ogni partita è un viaggio verso l’ignoto. Bisogna ripartire e fare sempre le stesse cose, nel calcio funziona così. Nonostante le tante difficoltà, la mia squadra è eccitante attualmente. Ho l’impressione che ogni partita carichi questo Napoli”.

Come si sostituiscono Rrahmani e Anguissa? “Noi abbiamo quattro calciatori forti nei giocatori centrali, nell’ultimo caso ho scelto così differentemente da quanto fatto a Cremona perché lì buttavano la palla in area e Ostigard è uno dei più forti che io abbia allenato sui colpi di testa, ma l’Ajax ha davanti uno piccolino e volevamo prenderli e si gioca a campo aperto e Kudus è velocissimo e Jesus ha velocità importante ed è più adatto a coprire quel campo. Sono caratteristiche, chi giocherà dipende dal tipo di partita, sono entrambi affidabili. In mezzo ci serve un po’ di forza e Ndombele ha queste caratteristiche qui, basta…”.

Kim sul centro destra ha avuto qualche problema: “Lui all’inizio mi disse che era abituato a destra, il sinistro non è il suo piede, era preoccupato. E’ vero però che ha avuto una palla persa, ha rischiato una palla in cui è stato bravo Meret, però è così, lui quando gli ho detto che avrebbe giocato a destra ha detto ‘finalmente’ e tirato un sospiro”.

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A centrocampo il Napoli perde Anguissa, ma recupera Demme: “Sta benissimo, ha recuperato e meno male viste le cose che succedono, siamo contenti di averlo recuperato”.

Avere la squadra al completo per puntare agli obiettivi del club: “Si può giocare meglio di così, anche perché abbiamo commesso anche degli errori in questo avvio di stagione. Non dobbiamo farci travolgere dall’euforia, anche se abbiamo ottenuto grandi risultati. La classifica e le squadre nelle zone alte ci consentono di stare con i piedi per terra. Poi non sappiamo dove si può arrivare, il nostro obiettivo è vincere le partite e questo ci dà autostima e tranquillità per la prossima partita, da qui dipende dove possiamo arrivare e capiremo col passare delle gare”. Anche perché “noi ci chiediamo quanto siamo forti noi, non gli avversari, quello è stimolante. La ricerca di consapevolezza, coraggio, da esibire ad ogni partita e poi si vede se gli altri saranno all’altezza o superiori, ma valutiamo ciò che abbiamo noi”.

Questo Napoli ha fatto entusiasmare di nuovo la città: Spalletti è felice? “Non ho l’attitudine ad esternarlo, ma era quello che si sognava dall’inizio dell’anno, riavere lo stadio pieno, il Maradona in festa, e ti fa piacere perché il tuo lavoro è dare gioia a chi ama il Napoli e lo stai realizzando, ma finisce lì dopo la partita perché è un carico da dover rifare la volta successiva e le aspettative crescono di più, devi fare sempre quella roba lì. Da una parte ti rende felice, ma poi sai che la volta dopo devi aggiungere ancora qualcosa”.

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