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AIC, Calcagno: “70 partite in un anno sono troppe. Tetto salariale? Abbiamo introdotto un controllo dei budget”

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Il presidente dell’Assocalciatori ha parlato ai microfoni di Lady Radio

Umberto Calcagno, presidente dell’AIC, è intervenuto ai microfoni di Lady Radio: “l mio bilancio è positivo, abbiamo continuato a operare convivendo col virus e oggi abbiamo di nuovo una fase, pare, un po’ più difficile, ma i calciatori hanno dato un buon esempio sia nel 2020 che nel 2021. Anche dopo la ripresa del primo grande lockdown è stata una dura prova a cui abbiamo ben risposto. Super Green Pass anche per gli atleti? Abbiamo insistito sull’importanza delle vaccinazioni, cosa che ha completato il 98% dei calciatori. La speranza è che si riesca a convivere con serenità, non sarà semplice visti i numeri dai quali dipendiamo ma è chiaro che su un obbligo vaccinale dobbiamo sempre tenere in considerazione che parliamo di lavoratori subordinati e quindi dovremo stare attenti ai tecnicismi che oggi non sono molto chiari. Il dato dei vaccinati è comunque buono? Certo, ci viene riconosciuto. Se il resto del mondo avesse avuto una risposta a livello vaccinale simile, tutto il sistema ne risentirebbe meno. 

A che punto siamo con la questione-Salernitana? Non ho anticipazioni sulle trattative in corso, speriamo che gli ultimi giorni siano quelli decisivi. Se la trattativa si chiudesse darebbe ulteriori 45 giorni di tempo per concludere le eventuali altre pratiche burocratiche. Nel 2022 cosa pensiamo di fare sul fronte del numero troppo elevato delle partite? Arriviamo da tre stagioni sportive condizionate dalla situazione eccezionale vissuta. Avere i dati che ci dicono che i top player disputano più di 70 partite in un anno, 50 delle quali con meno di quattro giorni di recupero tra una e l’altra credo sia un problema serio. Credo che tutti se ne siano accorti e che si debba salvaguardare la salute dei calciatori più importanti che abbiamo, che è la cosa più importante per il sistema intero. Poi bisogna cercare di capire come coniugare il tutto con la corsa ai grandi eventi.

 Il tetto salariale è giusto? Solo il 50% dei costi delle società è la componente salariale, detto questo noi in A abbiamo introdotto un controllo dei budget, cosa che fino all’anno scorso avevamo solo in Lega Pro. Abbiamo messo un tetto sui budget totali ed è ciò su cui sta lavorando la Uefa per il futuro. Quest’anno le società non possono spendere più dell’anno scorso, il prossimo anno non potranno spendere più del 90% di quest’anno, quello successivo non più dell’80%… E così via. Dobbiamo evitare che i club facciano i passi più lunghi della gamba”.

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