spalletti-ilmionapoli-ssc-napoli© SSC Napoli

Spalletti: “Maradona ha lasciato un vuoto non colmabile. Mertens falso nueve? Ai difensori non farebbe piacere…”

L’allenatore del Napoli ha parlato alla vigilia del match contro la Lazio

Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza stampa al Konami Training Center di Castel Volturno alla vigilia di Napoli-Lazio. Il tecnico azzurro ha avuto il compito di presentare la partita contro i biancocelesti, importantissima vista la precedente sconfitta sul campo dell’Inter.

Emergenza come nella passata stagione? E’ questa l’occasione giusta per tirare fuori dai giocatori che giocano meno la mentalità di rialzarsi?

“Tutto sommato va bene quello che si dice, ma bisogna dire che questa è una rosa di un certo livello e già abbiamo avuto giocatori indisponibili nelle prime giornate, come Mertens, e nonostante tutto siamo riusciti a fare quello che volevamo. E’ chiaro che adesso serve una risposta per dare un’importanza al cammino che dobbiamo fare. Noi non dobbiamo dimostrare niente, né innervosirci, non abbiamo niente da ribaltare. Noi abbiamo un metodo di lavorare e lo si utilizza. Ogni volta bisogna metterci qualcosa in più, sono i livelli a fare la differenza, arrivando ad un livello sempre superiore alla volta precedente, senza lasciarsi coinvolgere dalle polemiche. In tutto questo se poi andiamo lì a giocare quella partita con lo Spartak, sapendo del clima sia metereologico sia di quello all’interno dello stadio e poi prendiamo gol dopo 30 secondi, il primo che deve fare un esame sono io, perché poi si possono fare tanti discorsi ma è il trovare ciò che arriva ai singoli calciatori che conta. Bisogna basarsi su quello che è il comportamento in campo e non sulle frasi fatte”.

Domani è una giornata molto suggestiva. Ci sarà la posa della statua di Maradona. Che tipo di energia può dare ai calciatori? E poi lei ha il suo Maradona da raccontare?

“Maradona è sempre nei pensieri dei calciatori, non solo a livello sportivo. Molti giocatori vorrebbero emulare la grandezza di Diego, anche quando eravamo in ritiro sono venute fuori le canzoni di Maradona. Io ho già parlato di lui, se volete lo ripeto, più o meno non importa sapere se è stato un buono o cattivo esempio o se è stato il più grande 10 della storia del calcio, ma l’importante è percepire il vuoto che ha lasciato, di spazio lasciato al niente perché poi è stato uno smarrimento totale che non si era mai visto nella storia del calcio. Quando si parla di storia del calcio parlando di Maradona è riduttivo, io ci ho giocato contro una volta e ricordo bene le difficoltà che ci ha portato, sia a livello individuale che come squadra. La profondità della sua anima si percepiva anche quando cantava, le persone più normali e umili che hanno lavorato con lui le ha fatte sentire al suo livello, ed è quella la grandezza di Maradona, mischiarsi nell’assoluta normalità tra la gente normale”.

Qual è il peso specifico della partita di domani?

“La partita assume un peso diverso perché veniamo da questi risultati che non sono stati come avremmo voluto, perché davanti abbiamo una squadra che è del nostro livello, perché fa parte di quelle 7 proprietà importanti. Quello che noi dobbiamo fare è sempre quella continua evoluzione e attenzione, rendersi conto del calcio proposto e lavorare seriamente giorno dopo giorno senza lasciarsi ribaltare dal risultato della partita. Durante i match ci sono gli episodi che danno un sterzata brusca all’andamento, purtroppo è così”.

Tweet sgradevole dello Spartak?

“Per quanto riguarda la stretta di mano vedo questa premura, questa passione nel volermi far cambiare, ma io non ci tengo a cambiare, Mia madre a 90 anni mi dice di rimanere come sono. In Russia ci sono persone vere che hanno un comportamento di quelli seri, ci sono società serie che stanno stare in un calcio europeo, e poi c’è lo Spartak che decide di poter fare quello che gli pare. Al di là del mancato saluto all’inizio della partita, se hai qualcosa da dire lo si dice faccia a faccia e non attraverso Twitter. Se poi si vuol dire che sono nervoso….I calciatori dell’Inter a fine partita sono venuti ad abbracciarmi, poi l’accoglienza dei dirigenti…quello però non è interessato a nessuno”.

Come stanno Insigne e Fabian?
“Sono a disposizione, hanno svolto l’intera seduta in gruppo, con grande intensità e sono pronti per partire dall’inizio”

Cambiamenti nel modulo?

La linea sottile tra propongo qualcosa di diverso e trasmesso confusione alla squadra, ma il mio sguardo va sempre al di là e se guardiamo le squadre forti europee sanno adattarsi e ci mettono tante cose nelle partite, iniziando in un modo e poi cambiando qualcosa. Già l’utilizzo di uno o un altro lo determina, ma una costruzione a 4 o a 3, non fa trovare la stessa misura nelle pressioni degli avversari. C’è il rovescio della medaglia nello smarrire sicurezze ed è un equilibrio sottile, ma sono convinto che avere più soluzioni abbia dei vantaggi”.

Sfida con Sarri nella sua Napoli?

“Sarri è un avversario difficile perché qui lo hanno visto come d’altre parti, come sia bravo ad organizzare il gioco di squadra e come sia bravo a mantenere la squadra corta e a fare la ragnatela di passaggi stretti, tenere la posizione, avere la percezione di dove si può andare far male. Inoltre loro hanno fatto bene anche durante la settimana, il che significa che sono in forma”.

Come cambia la squadra senza Osimhen?

“Victor é un calciatore un po’ unico, è un calciatore completo. Si può migliorare, raffinare un po’ la tecnica, ma le altre caratteristiche le ha tutte. Mertens ad esempio, tecnicamente non ne sbaglia una, se deve fare uno strappo di 70 metri è diverso da Osimhen, però se gli capita una palla dal limite dell’aria la mette dove vuole. Si perdono delle caratteristiche, se ne acquisiscono altre, ma l’importante è essere al top. Noi siamo assortiti bene in attacco, quindi per ora si continua a lavorare in maniera corretta, rimanendo tranquilli e seguendo il percorso che ci siamo prefissati di fare”.

Quanto il non essere schematico può giovare in questo momento?

“E’ chiaro che se vado ad affrontare un discorso del genere è perché lo ritengo un vantaggio che si può dare a questa squadra, quello di poter cambiare modulo. Anche perché sono poche le distanze che si vanno a cambiare. Secondo me bisogna lavorarci più in profondità, però può essere un vantaggio”.

Mancano i guizzi dei singoli?

“Penso che il discorso sui gol in totale non ce l’ho sotto controllo perché non sono affezionato ai numeri. Se si va nello specifico, sicuramente dobbiamo migliorare sulla trequarti, bisogna entrare bene dento il campo e perfezionare la qualità nello stretto, negli spazi cupi tra difensori e mediani. Bisogna lavorarci su”.

Il centrocampo della Lazio è di qualità, alzando l’esterno basso può dare più densità?
“E’ una cosa corretta quella che lei dice, quello che dicevo è un po’ quello che dice lei. Se ci dà il suo assenso, va bene (ride, ndr)”.

Punire Sarri con il suo Mertens falso nueve?

“Mertens non ha tanti problemi con la confidenza, è uno di quelli che sa fare benissimo il ruolo del 4-2-3-0 perché sa sparire, mentre poi ci sono giocatori con altre caratteristiche perché li vedi e li senti. Se chiedi ad un centrale chi preferiresti marcare ti rispondo sempre il giocatore più visibile, quello che ti piace meno marcare è quello meno visibile, il più piccolino. Però ovviamente dipende dal lavoro dell’intera squadra, se la pressione è giusta e si sfruttano le opportunità e difficile che gli avversari si ricompongano”.