spalletti-il-mio-napoli-ssc-napoliPhoto by Marco Bergamasco © Il Mio Napoli

Spalletti, il ritorno a Milano dove ancora vive la sua famiglia: cosa ha lasciato all’Inter

Domenica il tecnico torna a Milano, dove vive ancora la famiglia, alla guida del Napoli capolista. Ne parla diffusamente l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport. Tra il 2017 e il 2019 due anni intensi, scoprendo Brozovic regista e riportando il club in Champions dopo anni. Ma l’arrivo di Conte non lo ha ancora digerito. Spalletti contro la “sua” Inter aggiunge pepe all’assalto di domenica prossima dei nerazzurri di Inzaghi al Napoli capolista. Fa invece meno rumore il ritorno a Milano, dove Spalletti passa diverso tempo. Al Bosco Verticale infatti continuano a vivere la moglie Tamara e la figlia Matilde, mentre uno dei due grandi, Samuele, lavora in un importante studio legale di diritto internazionale. Il paradosso insomma è che Lucio ha casa a Milano, mentre a Napoli sta ancora in albergo. Ma in fondo paradossale è stato anche il suo rapporto con l’Inter, amatissima ma anche odiata il giusto dopo la virata su Antonio Conte.

Spalletti arriva a Milano nel giugno del 2017, reduce dall’agrodolce (con annessa gestione dell’addio di Totti) mandato bis alla Roma. Già allora qualcuno lo percepì come rimpiazzo di Conte, che al tempo preferì rimanere al Chelsea malgrado le prime nuvole londinesi. L’Inter era reduce da una stagione tecnicamente surreale, complice la sovrapposizione tra il vecchio che vuole ancora comandare (Thohir) e il nuovo (Suning) che di calcio sa ancora poco. Il risultato? Una serie di pasticci in serie. Il rapporto con Mancini è logoro ma ce ne si accorge soltanto a fine agosto. Il tycoon punta su De Boer, visionario mai uscito dall’Olanda che a parte battere la Juve fa solo danni e dura come un gatto in tangenziale. Caronte Vecchi traghetta la squadra verso Pioli, che però in primavera affonda a Firenze, quindi la stagione la chiude ancora il tecnico della Primavera.

L’obiettivo di Spalletti all’Inter è tornare in quella Champions che manca da un lustro. Anche a Napoli l’obiettivo è tornare in Champions. Lucio si immerge nel mondo interista a 360° (epica l’aggressione verbale durante il ritiro estivo a un tifoso che prendeva di mira Ranocchia, ora idolo del popolo) e scatta dai blocchi alla grande. A inizio dicembre è primo e imbattuto, ma poi si pianta fino a gennaio compreso. Quando però sembra tutto compromesso, arriva la mitica notte dell’Olimpico. Davanti c’è la Lazio di Simone Inzaghi. Per centrare il sacro quarto posto serve soltanto la vittoria. L’Inter va sotto ma la ribalta col famoso gol nel finale di Vecino. Un pupillo che (le coincidenze della vita) proprio prima dell’incrocio col maestro ha appena annunciato un “mal di pancia”. Il ritorno in Champions (mancava dal 2012) vale uno scudetto e porta il bonus Nainggolan. La faccia ce la mette proprio Lucio.

Al netto del flop Nainggolan, quali virtù ha portato Spalletti all’Inter? Brozovic regista basso, il primo Lautaro, il granitico Skriniar, poi la difficile gestione del contratto di Icardi

La beffa però è che col suo lavoro Spalletti ha permesso all’Inter di farlo fuori e di pagare 12 milioni di stipendio a Conte. E questo Lucio non l’ha mai mandato giù. Compresa quell’apparizione sospetta di Antonio (che Spalletti aveva sculacciato a Singapore, in un’amichevole di lusso in cui sembrava volare anche Joao Mario) a gennaio sotto la sede nerazzurra. Malgrado le smentite di prammatica e le rassicurazioni varie della dirigenza, il 30 maggio Spalletti viene esonerato e si apre l’era Conte. Lucio è una belva, Marotta e Ausilio non li ha ancora perdonati e non a caso ha preteso fino all’ultimo centesimo di un contratto modesto solo se paragonato a Conte. Per due anni Spalletti rifiuta qualsiasi offerta e per 4,5 milioni netti a stagione si gode la famiglia a Milano e i suoi animali nel feudo di Montaione.

Fonte: Gazzetta dello Sport