var-sanpaolo-arbitri-moviola© Il Mio Napoli - Marco Bergamasco

Maresca, l’arbitro napoletano di Roma-Milan che rischia un lungo stop

L’arbitro di Roma-Milan, Fabio Maresca, della sezione di Napoli, potrebbe restare fermo per un lungo periodo di stop. Lo rivela l’edizione odierna del Corriere dello Sport che racconta di un Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri, molto irritato per la direzione di gara del fischietto napoletano. A far arrabbiare il designatore i molteplici errori di Roma-Milan ma soprattutto dopo l’ennesima gestione pessima di una gara che l’arbitro/presidente della sezione di Napoli non riesce a terminare se non con una caterva di ammoniti, davvero suo punto debole. E se lo fai in Inter-Atalanta prima (8 ammoniti, gara letta malissimo) e lo rifai in Parma-Monza (8 gialli e un rosso), le avvisaglie della tempesta perfetta ci sono tutte. La prova che è un arbitro irrimediabilmente non adatto a certe partite, a certe latitudini. Perché non è da domenica che Maresca combina guai simili.

Gli errori dell’Olimpico hanno stravolto la notte dei vertici arbitrali. Sono tanti, ma soprattutto ce n’è uno che costerà a Maresca un stop lungo.

L’irriverente ostinazione di continuare a pensare di aver assegnato un giusto rigore anche quando il VAR (Mazzoleni) te lo ha fatto vedere e rivedere. Mazzoleni, pur non essendo il più bravo, è comunque un VAR esperto e la scorsa stagione – ad un certo punto – era diventato una garanzia al monitor. Eppure neanche davanti all’evidenza, la presunzione di Maresca ha fatto un passo indietro. Perché il rigore su Ibra – inutile insistere – non c’era, ne è convinta la commissione che guida la serie A (voto bassissimo in pagella), che ha “promosso” la chiamata al VAR di Mazzoleni. Il contatto con Ibañez è di gioco, dopo è Ibra che semina esche (trascina il piede destro fino a quando è lui che incoccia quelli del giallorosso; cade in maniera poco naturale a gambe larghe). E qualcuno ha abboccato, due volte. Ma di errori ce ne sono stati altri. Sul caso Kjaer-Pellegrini si può dire che il VAR è rimasto “sdegnatamente” silente, come a dire: ora cavatela da solo. C’è da comprenderlo, visto il precedente di pochi minuti prima, eppure doveva chiamarlo ancora al video, come fece Guida con Mariani in Inter-Juve, per un rigore che era più «chiaro ed evidente» di quello assegnato. E poi, il rosso a Theo Hernandez che non c’era (precedente fallo su Ballo-Toure) mentre poteva starci quello per Veretout su Tonali al 96’.

Fonte: Corriere dello Sport