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Spalletti: “Il Napoli deve fare la corsa su se stesso. Osimhen deve abituarsi a prendere falli”

Luciano Spalletti in conferenza stampa alla vigilia del turno infrasettimanale contro il Bologna. Queste le sue considerazioni, a partire dalle condizioni di Lorenzo Insigne: “Lorenzo sta bene, non ha dato sintomi di nessun genere fin da quando ci siamo ritrovati. In questa settimana ha fatto vedere il suo marchio di fabbrica, le sue giocate, per cui è tutto posto. Noi bisogna cercare di vincere la partita perché se si vuol dare un senso di continuità al nostro campionato bisogna vincere le partite. Non sarà facile perché davanti troviamo una squadra con il ghigno perché il suo allenatore è fatto così e perché una squadra in cui ci ha messo mano Walter Sabatini ha un senso. E poi basta vedere l’ultima partita giocata, in cui avevano raggiungo il 2-2 dallo 0-2 in inferiorità numerica. Contro il Milan meritavamo un risultato differente. E’ una squadra che sa lottare e bisogna mettere in campo tutte le nostre qualità per venire a capo della partita”.

Su cosa sta lavorando nel quotidiano Spalletti con Osimhen: “Quando ci sono tempi così ristretti di solito, rischiando di approfondire, si rischia di essere troppo pesanti. E’ chiaro che quando ci sono le settimane a disposizione ci si concentra anche individualmente sui giocatori, per provare a migliorarli. Ma con poco tempo è importante spenderlo sul gruppo e sull’analisi video ed anche in questi casi c’è comunque la possibilità di migliorare il singolo individuo”.

Il Milan ha già giocato: può essere uno stimolo in più per testare la mentalità? “Si, sono d’accordo sarà uno stimolo in più per la mentalità e non un problema di pressione. Noi dobbiamo pensare al nostro calcio, alla mentalità che dobbiamo mettere sempre in ogni partita, la capacità di capire quando è il momento di costruire dal basso e quando andare a giocare lungo. Che gli altri giochino prima a noi non deve importante: bisogna badare alle nostre prestazioni”.

Forse è il caso di migliorare ancor di più il rapporto con gli arbitri, visti i 4 allenatori espulsi nell’ultima giornata? “Io ho rapporto con molti arbitri, riesco a parlare con tutti, soprattutto con il quarto uomo. Non so se ci vorrà ulteriore confronto, ma sicuramente ad inizio stagione ho detto che lamentarsi è da sfigati ed è così anche per le decisioni degli arbitri che possono sembrarci sfavorevoli. Io non sono stato né ironico né irrispettoso ma sono stato quello reale, che provava a dire delle cose. Poi è chiaro che se il modo di parlargli l’ha fatto apparire alle sue orecchie come un’altra cosa dovrò stare anche più attento io nel modo di dire le cose. Se vogliamo crescere dobbiamo anche saper analizzare certi episodi e bisogna stare a quelle che sono le decisioni dei direttori di gara”.

Il VAR a chiamata degli allenatori potrebbe rasserenare certi rapporti? “Ho visto qualcosa ma mi debbo documentare ancora meglio, ma detta così potrebbe risultare qualcosa di interessante. Poi se ci vado a pensare nel profondo penso che ogni società debba avere un ex-arbitro che ci può insegnare delle cose ma si può prendere la responsabilità di fare quella chiamata. Anche perché non so se può essere la chiamata giusta, come nel caso di Vina-Anguissa: chi mi dice che quello sia l’episodio per cui si può spendere la chiamata. Più un ex-arbitro ci può dire quale sia la chiamata corretta”.

Come si tiene conto del turn-over? “Tutto può essere veleno o medicina, dipende dalle dosi. Vanno valutate tutte le variabili. Il criterio generale è far giocare un pò tutti gli attaccanti che ho, creando meno pressione alla fase difensiva, avendo tutti più freschi. Chiaramente, non tutti i calciatori hanno ancora compreso l’utilità delle cinque sostituzioni. Spero che col passare delle partite e dei minuti giocati ci si riesca a rendere conto che le sostituzioni sono oggi fondamentali per vincere le partite”.

Il Bologna è un avversario insidioso che segna tanto: “Tutto passa da quella fase di possesso palla: se li costringi ad ammucchiarsi diventa più facile andarli a pressare e diventa più difficile per loro impostare, anche se c’è sempre il rischio che ripartano velocemente perché hanno gli uomini giusti per farlo. Bisognerà fare una grande partita perché loro hanno qualità”.

Un focus su Zielinski che non è al meglio: “Lui non è ancora andato ad acchiappare il meglio di sé stesso e lo aspetto a braccia aperte perché lui ha questa qualità di corsa, il tiro da fuori, lo strappo che ti spezza in due ed ancora non è in grandissima condizione. Però lo vedo in crescita e tutte queste partite ravvicinate lo aiuteranno sicuramente, perché deve mettere a regime il suo motore, noi abbiamo bisogno del suo motore”.

Come gestire le poche ore di distanza tra le partite con Bologna e Salernitana? “E’ un pò come sull’ottovolante, arrivo e strillo allo stesso tempo. In queste partite così ravvicinate hai sempre il timore di impiegare o meno qualcuno ma cambiare soprattutto nel reparto offensivo ti possono consentire quelle giocate che fanno parte del bagaglio dei singoli calciatori. Poi c’è anche il calciatore che sa recuperare meglio e più in fretta rispetto ad altri. Ma vietato mettere le mani avanti, perché noi abbiamo la rosa per andare avanti. Spesso, al netto di quello che si dice su alcune mancanze in alcuni ruoli, sono stati dati meriti a me, e vi ringrazio, ma ogni tanto bisognerà fare anche qualche applauso alla società”.

Il Napoli ha rinunciato alla Maradona Cup: “Io so che il Presidente sta organizzando delle cose. Sono in continua evoluzione certi ragionamenti. Penso sia giusto non partecipare a questa competizione e trovo giusto sia partecipare a qualsiasi altra manifestazione dedicata a lui”.

Pochi falli fischiati su Osimhen: “Si fischia abbastanza nel nostro campionato. Se non sbaglio nell’ultima partita giocata in casa è stata la gara più bassa come tempo effettivo. Osimhen deve sapere che ne deve ricevere molti più falli di quelli che farà e di quelli che sta prendendo ora, fa parte del suo ruolo”.

Un off-topic sulla Superlega: “In questo momento qui è bene se io rimango focalizzato sul Napoli. Sto abbastanza bene per non pensare ad altro. In ogni caso io la vedo difficile poter fare un Superlega, non consentire a certe squadre di andare a partecipare a certe competizioni o sottrarre dei calciatori alle nazionali. Non mi pare una buona idea selezionare solo alcune squadre e tenere fuori altre. Penalizzerebbe tanti tifosi che meritano di partecipare a tutte le competizioni che contano. Io la vedo complicata quella soluzione lì, mi auguro che con il passare del tempo si ritrovino piuttosto i tifosi negli stadi pieni un pò come avvenuto domenica scorsa. E quindi la Superlega no”.

Mertens può giocare anche sull’esterno? “Può fare anche la punta esterna, ma lo vedo più centrale nello sviluppo di una azione. Dries è sempre pronto, come ti giri, neanche il tempo di chiamarlo e lui è già lì che vuole entrare”.

Come farà a comunicare con i suoi da squalificato? “Ci sarà il mio secondo ed avrò altri collaboratori. Il modo di guardarci lo troveremo”.