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Napoli e Milan in fuga Scudetto: le due capolista a confronto

La Gazzetta dello Sport compara azzurri e rossoneri, le due squadre in testa al campionato di Serie A

Napoli e Milan stanno scappando a punteggio (quasi) pieno, otto successi e un pari, venticinque punti: l’Inter è quota 18, la Juve col binocolo in mano a 16. C’è tutto il tempo per recuperare, ma Napoli e Milan devono anche fermarsi. E per ora non ci sono segnali del genere, sebbene qualche scricchiolio rossonero si sia avvertito negli ultimi tempi. Chi è la più bella del reame tra le due signore della A? Meglio: c’è già una più bella del reame? Questa è l’analisi di confronto condotta dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport.

Napoli e Milan sono quelle che in Italia per ora giocano meglio, con più continuità. Vincono e hanno un’identità che manca alla altre “sorelle”

Manca all’Inter (transizione non completata da Conte a Inzaghi), alla Juve (che non potrà giocare al risparmio tutta la stagione), alla Lazio (dal sarrismo ancora squilibrato), alla Roma (sotto shock norvegese) e anche all’Atalanta (dai troppi su e giù). Il Napoli ha avuto qualche situazione favorevole all’inizio: ne ha approfittato per crescere e ha concesso il pari soltanto alla Roma. Sa vincere anche se non gioca al massimo. Il Milan ha bisogno di essere bello, ha pareggiato solo con la Juve, sta imparando a farsi brutto ma efficace, vedi Verona e Bologna.

Nessuno è migliorato come il Napoli rispetto all’ultimo campionato

Spalletti ha portato la sua esperienza di allenatore creativo, originale, mai banale. Sembrava aver perso un po’ di motivazioni dai tempi dell’Inter, invece è in gran forma: due stagioni senza panchina non l’hanno arrugginito, il contrario. Poche, semplici, logiche mosse: Fabian Ruiz play centrale, il sorprendente Rrahmani accanto a Koulibaly invece di Manolas, l’inserimento strepitoso di Anguissa. In più, la crescita di Osimhen, attaccante dalle prospettive illimitate. Un 4-3-3 che può diventare 4-2-3-1 con Zielinski trequartista. Poco turnover di uomini e posizioni, idee chiare. Il Milan non doveva inventare, ha superato bene il passaggio da Calhanoglu a Diaz, ha finalmente il vero Tonali, centrocampista totale, e un Calabria da Nazionale. Mancano però il miglior Kessie e un centravanti al momento convincente, ma Pioli non devia dal progetto di 4-2-3-1 con un esterno che incrocia. A meno che i problemi con il 9 non lo spingano al doppio centravanti, chissà se soluzione davvero utile. Con un Leao finalmente consapevole dei suoi mezzi, anche se 90’ di concentrazione non sono nel suo Dna, è un peccato non avere il centrattacco ideale.

Spalletti e Pioli giocano sempre

Il Napoli è la squadra con più possesso nella metà campo avversaria e più tiri in porta, più palla a terra, pochi cross, palla bassa, senza bisogno di spendere troppe energie in chilometri (media 104 a partita, come il Milan). La chiave è l’equilibrio tra la propensione offensiva e la difesa blindata: soltanto 3 gol presi. Fondamentale è l’asse centrale, l’impressionante “black power” Koulibaly-Anguissa-Osimhen. Il Milan segna di più (22 a 19) ma prende più gol (9). Viene subito dopo il Napoli nel possesso alto, imposta la manovra sui cross, è più forte negli esterni difensivi. Il confronto tecnico più interessante è a centrocampo dove tutte le teoriche coppie di interpreti sono molto diverse tra loro: gli equilibratori Kessie/Anguissa, i registi Tonali/Fabian, i trequartisti Diaz/Zielinski. Match pari nel reparto mediano. Aspettando il vero Ibra, l’attacco del Napoli ha qualcosa in più. In difesa invece il Milan si lascia preferire per un valore medio più alto. Napoli più verticale ma che potrebbe essere bloccato fermando Osimhen, Milan più collaudato ma forse più prevedibile.

Il calendario a confronto

Tutto sembra disegnato per lo scontro diretto della 18a giornata, a San Siro, penultimo turno prima dello stop di Natale. Fino ad allora il calendario sembra un po’ migliore per il Milan che ha due confronti con le altre “sorelle” (la Roma e il derby con l’Inter), mentre il Napoli deve vedersela con Inter, Lazio e Atalanta. Spalletti trova Bologna, Sassuolo, Verona ed Empoli, ma anche Pioli, tra Torino, Fiorentina, Sassuolo ed Empoli, ha incroci pericolosi. Previsioni vietate.

Rischio coppe: non esaltante la campagna d’Europa fino a oggi.

I rossoneri sono a forte rischio eliminazione dopo la striscia di tre sconfitte. Niente è ancora aritmeticamente perduto, però per gli ottavi servono 9 punti (e potrebbero non bastare). Più realistica l’ipotesi di un aggancio al 3° posto che significherebbe spareggio con una seconda di Europa League per entrare negli ottavi. Qui Pioli potrebbe ritrovare Spalletti, coinvolto in un gruppo equilibrato e atteso dalle trasferte di Varsavia e Mosca, prima di ospitare il Leicester. Classifica indecifrabile. Non è l’ora dei calcoli sulle energie: la miglior ricarica è il successo. Però è vero che l’anno scorso l’Inter libera dalle coppe s’è concentrata totalmente sul campionato. Una cosa per volta. E una sola certezza: lo scudetto è alla portata di Napoli e Milan, imprevisto revival anni 80, da Maradona-Van Basten a Osimhen-Ibra.

Fonte: Gazzetta dello Sport