Leicester, la favola di Ranieri e l’eterno bomber Vardy

Le Foxes hanno una proprietà thailandese e giocano al King’s Power Stadium. Pochi mesi fa hanno vinto FA Cup e Community Shield

Quando si pensa al Leicester è inevitabile ricordare quanto accaduto nel 2016, con lo storico e bellissimo titolo di Premier League vinto in maniera del tutto inaspettata. E’ stata la 24esima squadra diversa a trionfare nella massima divisione inglese, interrompendo la sequela di successi di Manchester United (11), City (2), Chelsea (4) e Arsenal (2) del ventennio precedente. Claudio Ranieri fu il grande condottiero di una squadra di cui, in quel momento, tutti facevano il tifo. Una vera e propria favola, favorita anche da un sistema di distribuzione della ricchezza che in Premier non ha eguali rispetto a tante altre leghe (Serie A in primis). Prima del 2016, il Leicester City aveva vinto altri 4 trofei: 3 volte la Coppa di Lega ed un Charity Shield. L’anno scorso un altra, bella prima volta, ed un altro straordinario exploit con la conquista prestigiosa FA Cup, battendo in finale il Chelsea Campione d’Europa 0-1, bissando poi, con lo stesso punteggio, nel Community Shield (la Supercoppa inglese) contro il Manchester City Campione d’Inghilterra.

Il Leicester l’anno scorso ha dimostrato di essere una squadra matura, che non ha paura di nessuno e che, se in giornata, può battere chiunque

Quest’anno 2 vittorie e 2 sconfitte nelle prime quattro giornate di Premier per la squadra allenata da Brendan Rodgers, ex Liverpool in sella da febbraio 2019. Rispetto alla squadra che vinse il titolo nel 2016 con Ranieri, ci sono soltanto quattro “reduci”: l’intramontabile Jamie Vardy, che si è voluto legare al club nonostante le tante offerte di mercato, con una militanza che va avanti dal 2012 e che lo ha portato a segnare oltre 150 gol in oltre 350 partite disputate. Reduce è anche Kasper Schmeichel, figlio d’arte (suo padre Peter è stato Campione d’Europa con la Danimarca dei miracoli nel ’92 nonché leggenda del Manchester United) e portiere-capitano sempre più protagonista. C’era tra i pali nel 2015-16 con Ranieri in panchina e non ha abbandonato il posto oggi, cinque anni più tardi. A gennaio di quell’anno arrivò a Leicester anche Daniel Amartey, tra i papabili in campo stasera contro il Napoli, così come potrebbe esserci anche Mark Albrighton, centrocampista offensivo protagonista nella cavalcata verso il titolo. Le altre “stelline” del 4-2-3-1 di Rodgers sono il centrocampista belga Yuri Tielemans, il numero 10 James Maddison, l’attaccante nigeriano Iheanacho, la punta Daka prelevata dal Salisburgo (che ha già affrontato il Napoli). Poi c’è una vecchia conoscenza del calcio italiano, il terzino Castagne (ex Atalanta).

Questa la formazione “tipo” del Leicester City (4-2-3-1): Schmeichel; Castagne, Soyuncu, Vestergaard, Bertrand; Tielemans, Ndidi; Albrighton, Maddison, Barnes; Vardy

Le Foxes, ovvero “le volpi”, chiamate così per la forte presenza di questo animale nel Leicestershire, disputano le partite interne al King’s Power Stadium, presso Filbert Fox Street. King Power, multinazionale attiva, soprattutto in Asia, nella gestione di negozi duty-free ubicati in strutture aeroportuali, oltre ad essere main sponsor è, soprattutto, una azienda controllato dalla proprietà thailandese del club, che fa capo all’impronunciabile Khun Aiyawatt Srivaddhanaprabha. Ancora alcune curiosità sul Leicester: hanno fatto parte alcune delle leggende del calcio inglese, come i portieri Gordon Banks e Peter Shilton (a cui Maradona segnò la Mano de Dios) e Gary Lineker; a Leicester ha chiuso la carriera da calciatore il Ct Roberto Mancini; il club ha partecipato tre volte all’Europa League/Coppa UEFA arrivando massimo ai sedicesimi di finale (l’anno scorso), ma ai quarti di Champions, nell’unica partecipazione, nel 2017.