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Granada-Napoli 2-0: pesano le assenze, ma la porta non la vede nessuno. Al ritorno servirà una nuova impresa

Granada-Napoli 2-0: un’altra sconfitta stagionale per gli azzurri. E’ la numero 11 in 33 partite in totale. Insomma, il trend di Gattuso è quello di un Ko ogni tre gare: non il massimo per un collettivo di vertice. Anche nell’andata dei sedicesimi di finale di Europa League hanno pesato le tante assenze (nove), particolarmente rilevanti quelle di Manolas, Koulibaly, Lozano ed anche Demme e Petagna, ma anche la tanta fatica per l’incredibile serie di partite giocate ogni tre giorni. Fatica fisica ma anche mentale, perché il Napoli è poco lucido (sbagliando anche i più elementari degli stop e degli appoggi) e molto poco cattivo sotto porta, inquadrando la porta soltanto all’85’ con un tiro fiacco di Osimhen.

Il tabellino di Granada-Napoli

L’alibi delle tante assenze per Gattuso c’è, è inequivocabile. Però non può bastare per giustificare la mancanza di determinazione e di precisione davanti alla porta, con le conclusioni fallite, peraltro da ottima posizione, da parte di Zielinski e Rrahmani. Con un gol fatto, il Napoli avrebbe potuto approcciare meglio il match di ritorno da disputare al Maradona tra sette giorni. Ora, invece, occorrerà una nuova impresa e dovrà essere una squadra disposta a trazione anteriore, poiché a Granada non ha funzionato neanche la vecchia tattica “difesa e contropiede”. Anzi, paradossalmente Meret ha subito gol proprio in due occasioni in cui i suoi, in precedenza, si erano spinti in avanti. Sull’1-0 di Herrera il portiere poteva fare meglio, sul secondo è Rrahmani a lasciare troppo spazio a Kenedy per calciare in porta. Ma alla fine sarà proprio Meret, con una parata nel recupero, ad evitare un 3-0 che sarebbe stato quasi impossibile da ribaltare.