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Napoli, il comunicato: “Reintegrate pienamente la dignità e l’immagine del club”

La società ha commentato le motivazioni espresse dal Coni sulla sentenza del 22 dicembre scorso

Napoli, il comunicato del Coni sulle motivazioni che hanno indotto il Collegio di Garanzia ad accogliere il ricorso presentato da Aurelio De Laurentiis per Juventus-Napoli ha dato soddisfazione all’ambiente partenopeo, che si è preso la sua rivincita dopo le accuse di Lega Calcio e FIGC. Ecco il comunicato ufficiale della SSC Napoli:

“Il Collegio di Garanzia dello Sport ha pubblicato oggi le motivazioni della sentenza dello scorso 22 dicembre, relative al ricorso presentato dalla SSC Napoli, in riferimento alla gara Juventus-Napoli.

Le motivazioni della decisione reintegrano pienamente la dignità e l’immagine della SSC Napoli, con accoglimento dei tre motivi proposti dalla Società, assistita dagli avvocati Enrico Lubrano e Mattia Grassani.

Il Collegio di Garanzia, in particolare, accogliendo il primo motivo di ricorso, ha riconosciuto che la preclusione alla trasferta si era già verificata con l’emanazione dei tre provvedimenti di sabato 3 ottobre 2020, di isolamento domiciliare dell’intero gruppo-squadra, che imponevano non solo l’obbligo di dimora, ma anche il divieto di trasferimenti e di viaggi, come previsto dalla normativa vigente.

Di conseguenza, la decisione in questione ha confermato che la SSC Napoli ha agito in piena buona fede e nel rispetto nella normativa emergenziale e dello stesso Protocollo FIGC (costituito, allora, da un mero rinvio alla Circolare del Ministero della Salute 18 giugno 2020), in quanto – laddove fosse partita con il volo del sabato sera – la stessa avrebbe violato i provvedimenti dell’Autorità Sanitaria e avrebbe posto in essere un illecito penale, ai sensi dell’art. 650 c.p..

La SSC Napoli ringrazia gli avvocati Enrico Lubrano e Mattia Grassani, che hanno fatto valere le giuste ragioni della Società e ottenuto il pieno accoglimento delle stesse, con piena reintegrazione non solo degli interessi sportivi, ma anche della propria dignità e immagine”.