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Zola ricorda Maradona: “E’ stato un fratello maggiore, la sua morte mi ha straziato”

L’ex attaccante azzurro è stato intervistato da La Repubblica

Gianfranco Zola, ex attaccante di Napoli e Cagliari e compagno di squadra di Maradona, è stato intervistato dal quotidiano La Repubblica in merito al suo rapporto col il Pibe do Oro: “La sua morte è stata quasi come una sassata alle spalle. Diego è stato un fratello maggiore. Con me, ragazzino debuttante in A tra tanti campioni, è stato molto disponibile. Mi ha insegnato tanto e non lo scorderò mai. La scomparsa di Diego è stata un colpo molto forte. Sapevo di uno stile di vita al di sopra delle righe, ma mai avrei pensato che potesse morire. Mi ha colto impreparato, è come se fosse scomparso uno di casa. Siamo stati in gruppo al suo matrimonio in Argentina, l’abbiamo commentato come fosse stata la cerimonia di un parente strettissimo. Con Ferrara e Careca ci siamo sentiti. Uno strazio. Abbiamo ricordato partite, ritiri, tifosi, risate, vittorie e le poche sconfitte: Diego è stato un grande, è sbagliato dipingerlo sbrigativamente. Chi ha avuto la fortuna di giocarci assieme ha avuto solo cose buone.

Quando l’ho visto dopo Napoli? In campo per beneficenza, a Roma e a Manchester, una charity con Robbie Williams. Anche allora mi ha sfidato sulle punizioni: ‘Sei migliorato, ma hai ancora da lavorare‘ mi disse. Ci siamo ritrovati alla festa per l’addio al calcio di Ciro al San Paolo. Non stava benissimo. Poi, l’ho sentito quando era a Dubai. Il ricordo più intenso? Era un numero uno. Ho avuto al fianco un genio che non ha mai fatto pesare l’immensità tecnica, la gestione della gara, l’intuito. Penso all’estro di Gascoigne o Best: monumentali per visione, gesti e qualità, fragili e perduti fuori dal campo. Maradona rimane un gigante, estremamente vitale per la mia carriera: se non lo avessi incontrato sarei rimasto un buon calciatore. Ha esaltato le mie abilità potenziali. Conserverò la sua immagine in campo e da persona che andava oltre i limiti. Senza far mai male a nessuno se non a sé stesso. Un bel momento insieme? I barbecue da Careca. Abitavamo dalle parti di via Posillipo, Antonio ordinava la carne in Brasile e noi, con mogli e figli, non mancavamo. Ricordo Diego con Claudia: i valori verso la famiglia, l’Argentina degli ultimi e il Boca, erano molto solidi”.