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Calcagno nuovo presidente AIC: “Taglio stipendi? I problemi sono altri”

Umberto Calcagno è stato eletto nuovo presidente dell’AIC, l’Associazione Italiana Calciatori. Queste le sue considerazioni a Radio Punto Nuovo il giorno dopo la sua elezione: “E’ stato un grande riconoscimento di quanto fatto in 9 anni, ma soprattutto negli ultimi 9 mesi. Aver aggregato così tanto consenso, ed aver ottenuto in assemblea l’elezione di 24 consiglieri insieme a me, mi dà una forte carica per la grande responsabilità. A livello calcistico io e Beppe Dossena eravamo di differente livello”.

I programmi dell’AIC: “Dobbiamo avere uno sguardo sul lungo periodo, consapevoli che molte decisioni dovranno essere prese molto presto. Il taglio degli stipendi, a mio modo di vedere, rischia di essere una modalità per non vedere i problemi veri del nostro sistema. Conduciamo i nostri problemi alla crisi pandemica, ma sono le mancate riforme del nostro sistema e qualche occasione che abbiamo perso nel non trovare una crescita sostenibile. Il lavoro che ci aspetterà dovrà mirare a questo: negli ultimi 15 anni il nostro mondo ha avuto una crescita esponenziale non accompagnata dalla sostenibilità. Abbiamo problemi strutturali, non solo dovuti al sistema calcio, ma all’intero sistema Paese. I periodi di crisi, al di là del Covid, ciclicamente li ritroveremo in futuro, forse in questo momento eravamo poco preparati”.

“Oggi – prosegue Calcagno – abbiamo la possibilità di mettere una parte variabile illimitata ai giocatori che guadagnano oltre un totale lordo. Ora bisogna avere uno sguardo più lungo: più della metà delle società professionistiche ad ottobre, avevano pagato già il mese di settembre. Sugli stipendi si è fatto troppo clamore, senza avere oggettivamente la preoccupazione che la scadenza non venisse rispettata. Non ho mai avuto la percezione che ci fosse una squadra di Serie A non in grado di onorare i controlli in merito di scadenze federali, siamo sereni sotto questo punto di vista”.

Sul professionismo nel calcio femminile: “Abbiamo due delibere, una di giugno ed una dell’ultima riunione che hanno confermato il professionismo a partire dal 2022/23, per le giocatrici di Serie A. Il governo ha anche previsto fondi a sostegno delle società che avranno un anno e mezzo per cercare di adeguarsi a certi costi ed una certa organizzazione societaria. Il percorso è tracciato, finalmente si è arrivato a tutela di una categoria di professioniste – che di fatto già lo erano – grazie al lavoro fatto in questo decennio. È importante dargli dignità professionale”.

E per i Dilettanti? “La sensibilità del Ministro Spadafora, con i contributi riconfermati, è abbastanza evidente. Ci sono provvedimenti già varati, alcuni in discussione che ci aspettiamo col prossimo decreto, che sono a sostegno dello sport di base. I provvedimenti governativi sono allineati alle nostre aspettative. Dobbiamo trovare le modalità migliori per far continuare a far sport ai nostri figli ed evitare l’abbandono di essi da parte degli adolescenti, in questo senso siamo in trend negativo”.

Calcagno conclude sull’ipotesi play-off in Serie A: “Se n’è parlato in maniera marginale, è una delle ipotesi che sarebbero potute scattare qualora la pandemia non ci consentiva di proseguire regolarmente. Spero non se ne riparli perché tutti i protocolli hanno una tenuta solida”.