Gianni Di Marzio

Di Marzio: “Osimhen deve giocare sempre. Lobotka? Preferisco Demme”

L’ex allenatore azzurro è intervenuto ai microfoni di Radio Marte

Gianni Di Marzio, allenatore del Napoli negli anni ’70, è intervenuto ai microfoni di Radio Marte per esprimere le sue opinioni in merito ai giocatori azzurri e agli obiettivi di mercato: “Vecino? Buon giocatore, di esperienza. Chiaramente dev’essere collocato in una certa zona del campo e dev’essere compatibile con altri giocatori. Non dobbiamo fare le figurine da incollare e basta. Bisogna vedere se è confacente al progetto tattico del Napoli di Gattuso. Penso che al momento si partirà con il 4-3-3, poi non so. Osimhen? Per quanto mi riguarda lo farei giocare sempre, mi sono meravigliato del fatto che non sia partito titolare a Parma“.

Maksimovic titolare? Lui è migliorato tantissimo, fu pagato 25 milioni. E’ abbastanza macchinoso, ha un grande fisico ma è migliorato moltissimo, sia con Ancelotti che con Gattuso. Brozovic? Ha piedi buoni ma è anche un lottatore, io lo prenderei subito. Il Napoli deve prendere giocatori giusto, con questa intelaiatura si può lottare anche per il primo posto. Lozano? Buon giocatore ma soffre il calcio italiano perché è leggerino e non ha forza muscolare. Giocatori come lui, Ounas e Younes…bisognerebbe prenderne uno solo ma forte vero. Lozano ha margini di miglioramento? Io dico di no. Bisogna usarlo e sfruttarlo e poi farci la croce“.

Lobotka o Demme? Io preferisco Demme perché è più lottatore e ha più temperamento. Lobotka è più geometrico ma non ti fa piangere o ridere, non è determinante anche se fa il suo compitino. 4-3-3 o 4-2-3-1? Bisogna giocare con il modulo in rapporto ai giocatori. In fase di non possesso bisogna avere gente che è superiore rispetto a chi c’è adesso per fare il secondo modulo. Personalmente io non farei a meno di Osimhen, il giocatore è di buon avvenire. Non è solo un contropiedista ma sa anche alzare la testa. Altrimenti si può tentare anche il 4-3-2-1. Palmiero? Io l’avrei tenuto, è un buon giocatore. Un giovane del vivaio che avrei mantenuto in rosa”.