GRAVINA

Gravina: “Cialtroni e mecenati non volevano riprendere. Esiste anche un Piano B”

Gabriele Gravina, presidente della FIGC, è stato ospite della redazione di Sky Sport in cui ha parlato della ripresa del calcio italiano dopo il coronavirus. Ecco le sue parole: “La ripresa è un risultato ed è stato prezioso il coordinamento con l’UEFA. Abbiamo avuto momenti di tensione ma siamo soddisfatti perchè la ripresa del calcio è significativo, un ottimo segnale per auspicare un ritorno alla normalità nel nostro Paese. Dobbiamo essere, però, sempre consapevoli dei rischi che si corrono. Ci deve aiutare il senso di responsabilità ed anche un pizzico di fortuna. Il calcio ne esce rafforzato da tutto questo. L’incontro con Spadafora è stato in armonia”.

C’è stato un momento in cui ha temuto di non far ripartire il calcio italiano? “Sì, è un momento che non può lasciarti indenne perchè la preoccupazione è stata molto forte. Abbiamo vissuto momenti di grande difficoltà e complessità. A causa del mecenatismo, del cialtronismo e dei fautori dell’ovvio sembrava che non potessimo più riprendere. Ma non avevamo mai perso la consapevolezza che il calcio italiano dovesse ripartire, perchè il nostro movimento è condivisione, aggregazione, socialità, la bellezza ed anche l’occupazione. Un calcio che ha bisogno di finanza ma anche di rispetto. I nomi di chi era in disaccordo? No, me li tengo per me. Però non ci sono mai contrasti di natura politica, altrimenti sarebbe stato gravissimo”.

In vista della prossima stagione, con la necessità di chiudere non troppo tardi a causa degli Europei, cosa avete pensato? “Se il campionato sarà in grado di partire il 12 settembre, dovremmo chiudere comunque nei tempi giusti e previsti, intensificando le partite durante la sosta invernale. Il Consiglio Federale può adottare format differenti, ma l’auspicio è che si riprenda con le modalità che tutti noi conosciamo, ma nel caso siamo pronti a prendere in considerazione misure alternative”.

Gravina spiega l’eventuale Piano B in caso di nuova sospensione

“Al di là di quelle che erano delle esigenze di natura tecnica, il nostro Piano B è molto chiaro e strutturato: in caso di nuova sospensione del campionato e quindi con l’impossibilità di completare la regular season, si farà ricorso ai play-off e play-out. Un format più contenuto e leggero con un risultato finale legato al merito sportivo. Chi parteciperà? Approveremo un algoritmo che terrà conto degli elementi oggettivi della classifica. Lo approveremo prima della ripartenza. La classifica verrà cristallizzata e poi subentreranno i calcoli dell’algoritmo”.

Infine sulle scadenze dei contratti e prestiti al 30 giugno? “E’ un tema delicato. La FIFA ha dato delle indicazioni a cui ci siamo attenuti. Stiamo arrivando ad una sorta di accordo tra le parti, tra tutte le componenti, con una leggera modifica dell’accordo collettivo, con la proroga dei contratti fino alla chiusura della nostra stagione sportiva fino al 31 agosto”.

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