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Barcellona-Napoli: una sfida tra due città quasi gemelle

Non c’è ancora certezza sulla data in cui si potrà giocare la gara di ritorno degli ottavi di finale; nell’attesa si possono analizzare le similitudini tra le due splendide città

Barcellona e Napoli, due città affacciate sul Mar Mediterraneo molto simili tra loro. Non solo dal punto di vista strettamente topografico, con le due città che hanno un’alternanza tra zone collinari che si stagliano sul mare e altre zone pianeggianti, ma anche dal punto di vista culturale. Sul primo versante basti pensare alla presenza di più funicolari a Napoli, che denotano l’importanza di collegare la parte alta della città alla parte bassa vicina al mare. La stessa cosa si rivive a Barcellona; nel capoluogo catalano, infatti, con lo stesso mezzo di trasporto si raggiungono il monte Tibidabo e il Montjuic. Per quanto riguarda il legame culturale, non si possono non tenere in considerazione i 200 anni di dominazione spagnola nel Sud Italia.

I Quartieri Spagnoli, cuore della città di Napoli, devono il proprio nome alla presenza spagnola dal 1500 in poi

Il loro nome si riferisce alle guarnigioni militari spagnole che, nel XVI secolo, si rifugiavano al loro interno prima di andare ad un altro fronte di guerra. Il vicerè spagnolo Don Pedro di Toledo (da lui prese il nome la famosa via) ordinò di creare il quartiere nel 1536. La dominazione spagnola in Italia iniziò ufficialmente nel 1559 con la pace di Cateau-Cambrésis attraverso la quale fu dichiarata la fine delle guerre tra Spagna e Francia. Da quel momento in poi alla Spagna fu riconosciuto il dominio sul Ducato di Napoli, sulle isole di Sicilia e Sardegna e sul Ducato di Milano. Dominio che durò a lungo, fino al 1700 quando morì Carlo II re di Spagna e si scatenarono feroci lotte successorie. Ma a Napoli continuarono a regnare seppur in via indiretta, visto che salì al trono Carlo III, appartenente al ramo spagnolo dei Borbone.

L’influenza degli spagnoli è chiara dal punto di vista culturale e sociale, ma le influenze maggiori si riscontano nella lingua

Negli anni di dominazione sopratutto borbonica, infatti, il dialetto napoletano si è arricchito di tanti termini spagnoli. La lingua napoletana è un agglomerato di vari idiomi parlati nella città nel corso del tempo, con anche influenze francesi dovute al tempo degli Angioini. Alcune delle parole caratteristiche del dialetto napoletano hanno una chiara radice spagnola: muglier, che deriva da mujer, assettarsi, da sentarse, buffettone, da bofeton o anche “guappo” persona arrogante, deriva dallo spagnolo guapo che significa bello; sguarrare: aprire o spalancare che deriva dallo spagnolo desgarrar e significa stracciare, strappare. Ma l’elenco potrebbe continuare ancora.

Il legame culturale è stato implicitamente sancito, ma nemmeno troppo velatamente, proprio dal Barcellona nella sua visita a Napoli per il match di andata. Hanno fatto sorridere le storie su Instagram pubblicate sul profilo del club catalano; erano infatti inquadrati stralci della città partenopea, con in sottofondo le musiche di alcuni dei più famosi cantanti neomelodici. Segno di una forte vicinanza anche musicale tra la Catalogna e Napoli. Ma non finisce qui: sempre in occasione della partita di andata, sul profilo Twitter del Barcellona è stato pubblicato un video dove si rendeva omaggio alle bellezze anche gastronomiche del capoluogo campano.

https://twitter.com/FCBarcelona/status/1232183849431556096

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