29022020-lobotka11-napolitorino-www.ilmionapoli.itPhoto by Marco Bergamasco © Il Mio Napoli

Lobotka, l’unico vero regista a disposizione di Gattuso

Il centrocampista slovacco è stato uno degli acquisti della sessione invernale di calciomercato

Stanislav Lobotka è arrivato al Napoli nel mercato di gennaio per 20 milioni di euro più bonus. Una cifra importante investita dal patron De Laurentiis, di solito non avvezzo a a spendere tanto nel mercato di riparazione. Ma in questa stagione il presidente è andato controtendenza, consapevole che questa volta c’era tanto da mettere a posto. Il Napoli, infatti, faticava ad ingranare le marce alte malgrado l’arrivo di Gattuso e con il passaggio dal 4-4-2 al 4-3-3. Mancava la pedina più importante per un cambiamento del genere, ovvero il vertice basso davanti la difesa, il giocatore in grado di smistare velocemente il pallone.

Vari tentativi sono stati fatti con Allan e Fabian Ruiz, ma entrambi hanno dimostrato di non avere la velocità di pensiero per ricoprire quel ruolo

Pertanto già da fine dicembre, Giuntoli si muove sul mercato e punta forte su un giocatore della Liga spagnola. Si tratta del regista del Celta Vigo, un certo Stanislav Lobotka, sconosciuto ai più tra i tifosi azzurri. Anche Gattuso dà il via libera all’operazione e così dal 15 gennaio, il classe 1994 slovacco approda al Napoli. In carriera Lobotka ha giocato 90 partite con il Celta Vigo ed è un titolare fisso della nazionale slovacca con 22 presenze e 3 reti realizzate. Nonostante ciò, il suo arrivo in azzurro è accolto con qualche perplessità, soprattutto per la cifra investita.

Lobotka era sicuramente la pedina che mancava nel centrocampo azzurro. Nessuno in rosa ha le caratteristiche del mediano slovacco; capace di abbassarsi tra i due difensori centrali per impostare il gioco o comunque offrire un possibile scarico per i compagni in difficoltà. Pur avendo giocato soltanto 5 partite con la maglia del Napoli, Lobotka ha dimostrato di poter essere un giocatore chiave nello scacchiere tattico di Gattuso. Nelle sfide contro Sampdoria e Torino giocate dal primo minuto, si è fatto apprezzare non solo per la qualità nella gestione della palla, ma anche per la prestanza fisica. Nonostante la sua modesta statura (1,72 m), ha stupito per la buona protezione della palla e per la capacità di reggere nei contrasti. Lobotka ha ricordato per molti aspetti Torreira, mediano dell’Arsenal ricercato sempre dal Napoli a gennaio.

E’chiaro che Lobotka non può risolvere i problemi di una squadra, così come non può farlo Demme. Ma entrambi i giocatori arrivati a gennaio si sono subito calati nel progetto, dimostrando di volersi battere per la maglia azzurra. Sono due giocatori funzionali che hanno cambiato parzialmente l’assetto tattico del Napoli. Si può dire che sono stati loro il vero motore del cambiamento azzurro da fine gennaio in poi, consentendo anche ai vari Fabian ed Allan di tirare il fiato nei momenti più difficili.

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