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Serie A, la Lega dice no alla proposta di Spadafora di trasmettere in chiaro le partite

Il ministro Spadafora aveva effettuato la richiesta alla Lega Calcio, alla FIGC e a Sky

La Serie A vedrà disputate tutte le partite del mese di marzo a porte chiuse. A causa dell’emergenza legata al Coronavirus, i tifosi non potranno sostenere le proprie squadre sugli spalti. Il ministro dello Sport Spadafora ha invitato il presidente Gravina ad intervenire sulla trasmissione degli incontri a porte chiuse: “Sarebbe un bellissimo segnale”.

La Gazzetta dello Sport riporta la risposta positiva da parte della FIGC, con il presidente Gravina che ha accolto l’invito del ministro. Solo che negli ultimi minuti è arrivato il secco “no” della Lega Calcio. Quest’ultima detiene infatti i diritti relativi alla trasmissione delle partite e non ha accolto positivamente la proposta di Spadafora.

L’agenzia ANSA ha reso noto il testo della risposta della Lega calcio

Pur comprendendo e condividendo le finalità alla base della richiesta del Ministro Spadafora, volta, in un momento di massima emergenza per il Paese, a valutare la possibilità di consentire la libera fruizione televisiva del campionato di Serie A TIM, la Lega Serie A rileva che il quadro normativo vigente, e gli obblighi contrattuali già assunti, non consentono di potervi aderire .

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