il-mio-napoli-calcio-napoli-gattuso-rino15©SSC Napoli

Gattuso: “Contro il Toro un Napoli da battaglia. In campo solo chi è al 100%. No al Gattusismo”

Gennaro Gattuso è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida di campionato contro il Torino. Sfida che capita tra il Barcellona e la semifinale di ritorno di Coppa Italia con l’Inter: “Ora c’è bisogno di pensare solo al Torino e di far scendere in campo chi è al 100% e chi può affrontare una gara difficile come quella di domani. Affrontiamo una squadra fisicamente molto molto forte e dobbiamo essere bravi noi a proporre in campo una squadra pronta a battagliare. Perchè domani ci sarà da battagliare”.

Ha già pensato a quali scelte? “Ieri la squadra ha sostenuto dei test dopo la partita col Barça ed era molto stanca. Abbiamo deciso di lavorare in palestra ed oggi prepareremo la sfida col Torino. Domani chi scenderà in campo dovrà stare bene al 100% sia fisicamente che mentalmente”.

Con Milik e senza Mertens cambierà qualcosa? “Non cambierà nulla, perchè anche Milik è molto bravo a legare. Ha una classe immensa ed è un giocatore che può darci una grande mano. Speriamo di recuperare Dries, sperando che stia meglio. Proverà ad allenarsi con noi ma Milik oggi è l’ultimo dei problemi perchè so quello che ci può dare e sono tranquillo su questo”.

La squadra è maturata, ha risolto molti problemi: “Non sono d’accordo quando si dice che in fase difensiva abbiamo raddrizzato tutto. Dei miglioramenti ci sono ma la coperta è ancora corta in questo momento. Dovremmo essere più bravi con i centrocampisti ad alzarci un pò di più, avanzando qualche metro. Se ci siamo alzati un pò di più è grazie alla linea difensiva. Sul gioco d’attacco, invece, abbiamo una caratteristica ben precisa: siamo pericolosi quando riusciamo ad arrivare nella metà-campo avversaria dopo 15 tocchi. Ciò è fondamentale perchè altrimenti la squadra si divide in due blocchi e questo non deve succedere. Se dobbiamo attaccare è sempre e solo grazie al palleggio”.

Le scelte sono sulla base della funzionalità? “Dispongo di calciatori importanti ma in questo momento sto scegliendo in base alla funzionalità del gioco che dobbiamo fare. Meret e Lozano sono giocatori fortissimi ma non mettono in campo calciatori che possono fare figuracce, ma solo coloro che mi garantiscono determinate richieste nelle due fasi. Sono consapevole che da aziendalista non mi sto comportando bene, perchè è difficile vedere non giocare Lozano, pagato 50 milioni, e Lobotka. Però debbo fare delle scelte in questo momento, delle scelte ben precise, in base a quello che voglio”.

Contro il Torino che Napoli vuol vedere? “Voglio un Napoli da battaglia, un Napoli che deve fare la sua partita ma che deve saper soffrire. Fisicamente il Torino è una delle squadre più forti del campionato. Non sta attraversando un buon momento ma possono metterci in difficoltà”.

Una chance per Lobotka? “Vediamo, ora valutiamo tutti i calciatori. Faranno dei test e poi vedremo chi avrà recuperato e chi no”.

E’ preoccupato per il fatto che in casa, contro le medio-piccole, il Napoli non riesce a fare punti? “Non so come fare, so soltanto preparare le partite, poi non so la differenza. L’andamento in casa da quando sono arrivato io non è il massimo e non saprei come fare, me lo chiedo spesso. Spero di entrare per bene nella testa dei calciatori e preparare bene la partita. Però tutti noi dobbiamo essere consapevoli di aver messo da parte il Barça: se pensiamo a quello che abbiamo fatto in Champions, non ne usciamo. Dobbiamo pensare ai Belotti, gli Ansaldi, i N’Koulou, ogni singolo calciatore, perchè il Toro è una squadra forte. Se ripensiamo al Barcellona sarei molto preoccupato”.

Anche il Toro ha lo stesso obiettivo dei 40 punti: “Abbiamo lo stesso obiettivo perchè i dirigenti sanno cosa abbiamo passato, cosa abbiamo rischiato e dobbiamo ripartire da quello, dalla tristezza e dall’angoscia che ci aveva preso contro Lecce, Parma e Fiorentina. Lì c’era una squadra che sembrava tutto tranne che una squadra. Abbiamo perso delle partite in cui eravamo sfilacciati, ognuno ragionava con la propria testa, mentre se dobbiamo perdere dovremmo farlo sempre da squadra. Quello non ce lo dobbiamo dimenticare”.

“Bisogna avere giocatori che hanno la testa libera, per dare qualcosa in più, ed è lì che l’allenatore entra in gioco provando a dare fiducia ad un gruppo che ha vissuto delle difficoltà. Abbiamo messo da parte tutto quello che poi ci sarà da chiarire, fissandoci degli obiettivi, ovvero allenandoci in modo serio e facendo risultati. Inutile stare lì a pensare quello che è accaduto. Io do una mano ai calciatori e loro danno una mano non solo a me ma a tutta la gente che li circonda. Ci diciamo le cose in faccia, senza rancore e si corre in campo. Dobbiamo essere compatti, da squadra. Anche perchè uno dei grandi difetti che abbiamo in Italia è quello di non pensare ad un bel allenamento ma ci concentriamo solo sulle partite.

Le piacerebbe tanto ritrovarsi in estate in ritiro a Dimaro? “A me piacerebbe tanto. Voi sapete tutto del mio contratto, che è fino al 2021, con una possibilità di uscita per me fino al 30 Aprile. La mia priorità oggi non è il contratto ma voglio lavorare e dare una mano al Napoli per uscire da questa situazione. Mi gaso quando vedo un bel ambiente ma non mi deprimo quando le cose vanno male e qui devo dire che ci sto bene. Sembra che non funziona nulla ma umanamente qui c’è tanta roba e mi sento a mio agio. Poi vedremo, ma non voglio parlare del mio contratto. Avevo squadre che mi proponevano 1 o 2 anni invece qui ho firmato per 6 mesi con opzione e sono contento di questa scelta. E, ripeto, mi sento a mio agio qui, non ci sono problemi sul contratto”.

Crede che possa essere una stagione soddisfacente? “Non lo so perchè vivo alla giornata e preferisco andare avanti di partita in partita. Quando finisce la giornata preferisco scrivere le mie memorie e poi pensare al giorno dopo. Il mio atteggiamento non è mai cambiato”.

Ghoulam e Koulibaly a che punto stanno? “Ghoulam sta molto meglio, è molto contento. Sta dando continuità e sono molto felice di questo. Domani vedremo ma sono soddisfatto. Koulibaly ha ricominciato a correre ma lo giudichiamo settimana prossima”.

A che punto è la consapevolezza delle qualità di questo gruppo? “La consapevolezza te la danno i risultati e il fatto di giocare con grandissime squadre concedendo poco. Non si può osare un pò di più perchè la coperta è corta. Qualche partita lo ho persa io perchè ho impiegato un pò più di tempo per capire le cose come stanno ed eravamo sempre una via di mezzo”.

Si parla di Gattusismo: “No, perchè io non mi invento nulla. Si fa tanto calcio, si fa copia/incolla poi è normale che ogni allenatore si costruisce un proprio vestito. Gattusismo? No, mi piace giocare a calcio nelle due fasi. Da calciatore facevo solo una fase, ma perchè l’altra non la sapevo fare. Oggi, invece, vedo il calcio in maniera diversa. Prima vedevo una partita, oggi invece vedo 10 minuti la linea difensiva, 10 minuti i centrocampisti e così via. Il gioco del calcio è semplice, mica si lavora alla NASA”.

Spesso si sente parlare di ciclo finito, ma è corretto? “Tutti i calciatori mi stanno dando tanto, specialmente quelli della vecchia guardia. Ma ora bisogna continuare, tutti verso una stessa direzione, anche io ci sono passato per quelle situazioni da calciatore: anche io volevo andare via, oppure ero arrabbiato perchè arrivava il calciatore che guadagnava più di me, oppure una trattativa per il rinnovo di contratto. Ci sono passato anche io, capisco, ma dobbiamo essere bravi a mettere tutto da parte. Dobbiamo comportarci da squadra ed avere un solo pensiero, poi il valore dei calciatori non si discute per tutto quello che hanno fatto negli ultimi anni. Se non hai giocatori forti non fai tutti quei punti. Ora bisogna pedalare forte e poi andare avanti”.

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