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Napoli, il coronavirus e la frase di Caressa che sembra una sentenza

Siamo nel secondo tempo di Brescia-Napoli, con gli azzurri che hanno appena ribaltato il risultato con una magia di Ruiz preceduta dal rigore di Insigne. Sugli spalti i tifosi di casa inneggiano agli ennesimi cori razzisti, portando in causa il coronavirus che da tempo spaventa mezzo mondo.

E’ alquanto inutile replicare a gente che possiede il miracolo di vivere senza cervello, piuttosto glaciale invece la frase di Fabio Caressa, commentatore di Sky: “Non cambieremo mai questa brutta abitudine, negli altri paesi non accade”.

Bisogna smuovere le menti, come già avviene anche nel nostro paese

Una frase che suona come una sentenza e che fa male a tutti quegli appasionati, napoletani e non, che allo stadio vanno per tifare la propria squadra rispettando i giocatori e i tifosi avversari, senza scadere nel grottesco o nel ridicolo.

Parlare però di cose che avvengono solo nel nostro paese con un senso di esterofilia è sbagliato: solo due giorni fa nella “civilissima” Premier League il Chelsea ha bandito a vita alcuni tifosi del Manchester United.

La motivazione? I supporter dei “Red Devils” si sono resi protagonisti di cori omofobi e razzisti durante la gara, cosa inaccettabile per il club.

Inoltre anche da noi qualcosa si smuove: ne è un esempio il Cagliari, che ha cacciato a vita dal proprio impianto tre tifosi per cori razzisti.

I possibili rimedi

Ci si chiede a questo punto cosa si possa fare per prevenire gli episodi. La prima cosa è stigmatizzare e condannare sempre i protagonisti di questi atti, chiunque essi siano.

La seconda è attuare le misure che la legge prescrive: il Daspo è un utile deterrente per evitare il verificarsi di questi episodi, ai quali magari aggiungere una più stretta collaborazione con i club.

L’ultimo, ma non meno importante, consiste nell’utilizzare tutti i mezzi di comunicazione possibili per spiegare il perché siano sbagliati questi atti: in particolare va educata la parte giovane e sana del tifo che può concretamente spegnere sul nascere il riproporsi di simili barbarie.

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