26012020-sarri2-juve-www.ilmionapoli.itPhoto by Marco Bergamasco © Il Mio Napoli

Sarri: “Il Napoli non ha fatto molto per vincerla. I fischi? Mi girano i co….”

Maurizio Sarri in conferenza stampa spiega la sconfitta del San Paolo contro la sua ex-squadra, il Napoli: “E’ mancata energia mentale e nervosa, abbiamo giocato in maniera blanda, con possesso palla blando, una fase difensiva in cui eravamo sempre in ritardo, sia nelle coperture che quando dovevamo impostare l’azione. Una partita in cui non c’è stato un tiro in porta nel primo tempo, che abbiamo perso meritatamente ma contro una squadra che ha fatto poco per vincerla ed in cui noi ci abbiamo messo del nostro per perderla. La mia squadra ha dato la sensazione di avere poche energie”.

E’ come se questa Juve non avesse motivazioni: “Per una squadra che viene da 6 vittorie consecutive non c’è da fare un dramma. Dobbiamo trovare delle spiegazioni, ma queste partite ci aiutano a spiegarle perchè è come se ci fosse mancata la motivazione nella reazione. Dobbiamo avere la giusta mentalità per un periodo più lungo di tempo. Non siamo preoccupati”.

Tanti fischi è dimostrazione di tanto affetto, ma come ci si sente a passare dall’essere stato così amato a tanto odiato: “La gente mi voleva molto bene e si vede. Cosa provo ora? Sento il giusto giramento di coglioni della sconfitta”.

Quand’era a Napoli diceva che non aveva le maglie a strisce per avere i rigori: “E non abbiamo le maglie a strisce neanche ora, tant’è che abbiamo avuto 6 rigori a favore e 6 contro. E’ ora di rifare le maglie vecchia maniera”.

Ma quando si rivedrà il calcio di Sarri ammirato a Napoli: “Questa Juventus non può giocare come il Napoli. Non è una squadra brillantissima dal punto di vista tecnico. Ha caratteristiche diverse e se la costringessi a giocare in quel modo gli farei solo del male. Dobbiamo accompagnare le loro caratteristiche”.

Quali sono le sue responsabilità: “Qualche responsabilità la debbo prendere per forza. Se uno è responsabile lo è di tutti gli aspetti che girano intorno ad una squadra. Poi ci sono compiti più difficili o più semplici. Diciamo che, avendo vinto tanto negli ultimi anni, nel subconscio pare che sia sempre più difficile tirare fuori nuove motivazioni su motivazioni. E’ un compito complesso, perchè é difficile entrare nella testa della gente. Farlo su 25 giocatori, intrecciando obiettivi personali e collettivi, è ancora più difficile”.

Al Napoli mancavano giocatori forti che lei conosce bene. Ma come ci si sente a perdere contro la 13esima forza di campionato? “I giocatori forti mancavano anche a noi: abbiamo lasciato a casa tre campioni del mondo. Le classifiche non contano: perchè se si leggono le statistiche il Napoli primeggia nelle occasioni create, nei tiri in porta, nell’occupazione della metà-campo avversaria e in tanto altro. Per cui non va vista solo la classifica dei punti per stabilire le forze del campionato”.

Ha perso per colpa del tridente iniziale? “Pensavo che era una soluzione adottabile oggi perchè io tre centrocampisti potevano sostenere questo tridente. Quando la partita la sbagli dal punto di vista mentale non credo sia semplice ricercare errori nei singoli reparti. Abbiamo sbagliato questa partita nell’approccio”.

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