il-mio-napoli-calcio-napoli-gattuso-rino18©SSC Napoli

Gattuso: “Stimo Sarri e non mi piace la parola tradimento. Recuperiamo solo Maksi”

Gennaro Gattuso in conferenza stampa alla vigilia di Napoli-Juventus, non una partita come le altre, ma quella più sentita dai tifosi: “In questo momento è una partita che rappresenta tanto: bisogna dare continuità alla prestazione di Coppa Italia. Giochiamo contro una squadra composta da grandissimi campioni che ti fa venire il mal di testa. Una squadra che è preparata bene: si vede la mano dell’allenatore. A noi la coperta è corta ma domani ci sarà grande entusiasmo e penso che siamo chiamati a fare una buona partita. Il San Paolo è una componente importante e quando c’è entusiasmo è un’agevolazione per noi”.

Ancora tanti assenti: “Dico solo che Maksimovic, se non succede niente, domani sarà a disposizione. Ieri per la prima volta è stato un’ora in campo e speriamo di portarlo con noi. Koulibaly lo riavremo dalla prossima settimana. Mertens sta un pò meglio. Allan a livello strumentale ha ancora un pò di edema, poi gli è nato il figlio e per un papà è la cosa più importante. Ho deciso di mandarlo a casa perchè è giusto così”.

E’ stata avviata la ricostruzione del Napoli anche in vista dell’anno prossimo: “Non mi interessa del Napoli dell’anno prossimo, mi interessa quello di oggi. Giocatori disposti a lottare per questa maglia. Siamo andati a prendere il capitano del Lipsia ed a gennaio non era semplice. Bisogna fare delle scelte e lavorare con grande professionalità e devo dire che da quando sono arrivato ho trovato tanti giocatori che mi hanno dato grande disponibilità. Poi tutto il resto sono altri discorsi. La nostra priorità è riuscire a fare più punti possibili per arrivare a fare un campionato dignitoso”.

Sta arrivando anche Politano: “Quando arriverà e se arriverà ne parleremo”.

La gara con la Lazio ha cancellato quella con la Fiorentina? “La prestazione contro la Fiorentina rimane bruttissima, non me l’aspettavo neanche io, mentre quella contro la Lazio rappresenta un punto di ripartenza”.

Ha sempre stimato Sarri: “Sarri in questo momento è uno degli allenatori più forti al mondo, lo era già due anni fa. E’ un allenatore molto molto bravo, c’è grande stima da parte mia e che due anni fa aveva costruito una macchina perfetta. Per come io guardo il calcio è un tecnico che mi piace molto”.

Che vuol dire quando dice veleno? “La parola veleno per me vuol dire annusare il pericolo, dare meno campo agli avversari, fare una corsa in più, mettersi a disposizione del compagno. Contro la Lazio ho visto tanti aspetti positivi come quelli che ho elencato e questo mi fa piacere”.

Rispetto alla Lazio qual’è la differenza? “Sono due squadre che giocano in maniera diversa. La Juve palleggia, ha grandi qualità tecniche. Affrontiamo giocatori che hanno qualità straordinarie, nell’imbucata, nel dribbling. Dovremo coprire di più le linee di passaggio. E’ una partita a livello tecnico molto più complessa rispetto a quella contro la Lazio”.

Quanto sposta Demme? “Non so cosa sposta, ma fa diventare facili le cose difficili. E’ un giocatore che semplifica la giocata. Un ragazzo che si sa muovere e che può migliorare a livello di posizione. E’ uno lineare, che sa tenere il campo, forte mentalmente. Ci dà equilibrio e i compagni sanno che si possono appoggiare a lui”.

Servirà un Napoli “alla Gattuso”, aggressivo, che ringhia? “Non basta ringhiare. Se escono dalla prima pressione diventa molto difficile. Bisogna stare attenti a non fargli trovare le linee di passaggio. Bisogna giocare da squadra ed andare alla ricerca di far giocare giocatori che riescono ad imbucare. Loro ne hanno più di noi”.

Questo Napoli può arrivare a finire bene la stagione? “Il Napoli finora ha fatto una fatica pazzesca, ma è anche una squadra che è arrivata agli ottavi di Champions ed alla semifinale di Coppa Italia. Per questo vuol dire che è una squadra che ha dimostrato di fare grandi prestazioni, ma ha bisogno di continuità. Non bisogna sedersi dopo una grande partita, questo dobbiamo evitare. Per farlo bisogna far giocare gente che sta bene”.

Con tanti colpi nel mercato invernale i tifosi possono stare sereni per il futuro: “E’ un dato di fatto, perchè il Napoli è la squadra che ha speso di più a gennaio. C’è continuità e tutta la società sta facendo cose importanti, dando progettualità”.

Contro la Juve sarà importante soffrire: “Abbiamo due tipi di partita: in fase di possesso e in fase di non possesso. Se pensiamo di fare un pressing ultra-offensivo, regalando tre-quattro giocatori alla prima pressione, vuol dire rischiare molto e le cose diventano problematiche. Oggi la cosa più importante è giocare in due fasi con due modi diversi, quando non abbiamo palla dobbiamo rispettare di più gli avversari. Mi è ben chiaro: se proviamo a fare pressing arriviamo in ritardo e non ce lo possiamo permettere”.

Dopo tanta sofferenza, riesce a prendersi qualche merito? “Mi piace soffrire, non sono masochista ma mi piace stare bene con me stesso. Da quando ho lasciato casa a 12 anni ho sempre fatto scelte forti, mi piace la responsabilità. In questo momento ho avuto la fortuna di aver trovato giocatori che non erano al massimo ma che mi hanno dato grande disponibilità. Bisogna stare vicino a questi ragazzi e ogni tanto dire anche qualcosa di spiacevole. Diciamo che fino al 31 gennaio, quando finisce il mercato, c’è un campionato e dopo ne comincia un altro. Anche perchè si sa che dopo la fine del mercato i calciatori hanno mal di testa”.

Insigne con lei sta migliorando molto, tornando a saltare l’uomo: “Lorenzo deve saltare di più l’uomo, rappresenta il più grande talento del calcio italiano negli ultimi dieci anni. Ha qualità e forza nelle gambe. Riesce a fare grandi giocate nonostante non abbia tanta corsa. Deve dare continuità alle sue prestazioni”.

Create tanto, ma realizzate poco: “Siamo tra le prime posizioni per le occasioni che andiamo a creare, ma tra le ultime per quello che concretizziamo. Dobbiamo migliorare quando portiamo uomini nella metà-campo avversaria”.

In riferimento a Sarri e Higuain è dall’estate che si parla tanto di tradimento, ma esiste nel calcio moderno? E’ plausibile? Lei, ad esempio, allenerebbe mai l’Inter? “Io sono un professionista. Ognuno fa le sue scelte. E’ vero, ho scritto pagine importanti con la maglia del Milan. Ho avuto la possibilità di allenare i rossoneri, ma mai dire mai. Il tradimento è una parola che non è corretta. Alleniamo le squadre, non mi piace. Penso che su Sarri e Higuain hanno scritto pagine importanti per questa società. Dopo non so quello che può pensare la gente, io ho il mio pensiero ma non siamo tutti uguali. Ad ogni modo non è corretto parlare di tradimento”.

Milik è apparso un pò isolato: ha pensato ad una soluzione con Llorente al suo fianco? “Mi avete detto che il 4-4-2 non andava bene, ora sì. Due linee da quattro non mi piacciono, ve lo ho spiegato tante volte. Siamo piatti e ho l’impressione che tante volte non copriamo abbastanza campo. E’ vero, Milik è apparso un pò isolato, ma debbo pensare al bene della squadra e come viene coperto il campo”.

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