17022019-ancelotti10-www.ilmionapoli.it© Il Mio Napoli - Marco Bergamasco

Napoli ancora al buio: mai così male da oltre 10 anni. Due soluzioni alla crisi

Il Napoli resta al buio. La partita di Udine doveva essere un bivio per la squadra allenata da Carlo Ancelotti ed invece è diventato un altro passo tra il purgatorio e l’inferno. L’ennesimo pareggio (il 9° in 19 gare stagionali, condite da appena 5 vittorie in campionato, di cui l’ultima il 19 ottobre scorso) non può rappresentare un segnale positivo. Gli azzurri restano fagocitati dalla propria crisi di identità, gioco e risultati. Mai così male dopo 15 giornate: 21 punti li aveva totalizzati il primo Napoli di Edy Reja, nel 2007-2008, e 7 gare senza successi (9 comprese le coppe) non capitavano da marzo 2010, ovvero dal primo Napoli di Walter Mazzarri. Vittoria che manca per la quinta trasferta consecutiva, un digiuno che risale sempre a quell’annata mazzarriana del 2010. Numeri negativi e impietosi per una stagione fin qui deludente, con 14 punti di ritardo rispetto all’anno passato.

Tuttavia, martedì Ancelotti può centrare il primo obiettivo: la qualificazione agli ottavi di Champions (basta un punto col Genk al San Paolo oppure una mancata vittoria del Salisburgo col Liverpool).

A tre giorni dall’ultima sfida della fase a gironi di Coppa Campioni appare scontato che Ancelotti non venga esonerato da De Laurentiis. Così come appare altrettanto scontato che, in caso di malaugurata e sciagurata uscita di scena dalla Champions (che avrebbe del clamoroso), il tecnico di Reggiolo si sarebbe scavato la fossa da solo. Però, il passaggio del turno nella competizione a lui più cara, potrebbe non bastare. Poiché o il Napoli ritrova immediatamente sé stesso, a partire dalla gara col Genk e con il ritrovato successo in campionato col Parma, oppure bisogna trovare rimedi e contromisure ad una crisi che assumerebbe i contorni dell’irreparabile. Due, a quel punto, le soluzioni: cambio della guida tecnica oppure epurazione delle eventuali “mele marce” dello spogliatoio. Immediatezza in ogni caso: esonero o calciatori fuori rosa, con possibile cessione già dal mese di gennaio. Per uscire da una crisi servono decisioni forti e dure prese di posizione. Altrimenti, basta tornare a vincere. E convincere.

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