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Decreto crescita, vantaggi fiscali per i club italiani: come cambia il calcio

admin
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Il decreto crescita da ieri è legge: tra le misure anche una che favorisce i club italiani sul piano fiscale

La conversione in legge del decreto crescita comporterà conseguenze vantaggiose per le società calcistiche italiane già a partire da questo calciomercato. I club infatti potranno usufruire di benefici fiscali che potranno aumentarne la competitività rispetto anche alle big europee.

DECRETO CRESCITA: COSA COMPORTA NEL CALCIO

Le squadre italiane potranno acquistare giocatori a patto che nei due anni precedenti abbiano risieduto all’estero. Inoltre dovranno restare in Italia nei due anni successivi. Per fare un esempio pratico, l’Inter potrà usufruire dello sgravio per l’ingaggio di Antonio Conte, ma non potrà avvalersene la Juventus con Maurizio Sarri, poiché l’ex tecnico del Chelsea è stato all’estero solo un anno. Per ogni tesserato che rispetta questi requisiti, i club pagheranno solo il 50% di tasse sul reddito complessivo. Dunque, si pagherà un lordo più basso rispetto al passato.

Antonio Conte

NIENTE BONUS ULTERIORE AL SUD: L’ESEMPIO NAPOLI-JAMES RODRIGUEZ

Inizialmente per le regioni del sud (Campania, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna) era previsto un’ulteriore bonus per chi si fosse trasferito in queste zone: infatti si sarebbe potuto pagare solo il 10% di tasse. Bonus poi cancellato da un emendamento che così ha equiparato lo sgravio per l’intera penisola. In sostanza, quanto pagherà il Napoli se dovesse acquistare James Rodriguez? Il colombiano potrebbe percepire tra i 6,5 e i 7 milioni di euro di stipendio, cosa che costerà al Napoli un lordo tra i 9,5 e i 10,5 milioni, rispetto ai 14 del passato. Se fosse stato confermato l’ulteriore bonus al 10%, al club di De Laurentiis l’ingaggio del giocatore del Real sarebbe costato tra i 7 e gli 8 milioni lordi.

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