28112018-ancelotti1-champions-www.ilmionapoli.it© Il Mio Napoli - Marco Bergamasco

Carlo Ancelotti e l’esperienza europea che mancava al Napoli

Carlo Ancelotti ha portato il Napoli ai quarti contro l’Arsenal, sorteggiata in mattinata a Nyon. La squadra azzurra potrà contare sul “Re delle coppe”.

Carlo Ancelotti è arrivato a Napoli con un obiettivo ben preciso: dare appeal maggiore al Napoli non più solo in Italia, ma anche in Europa, portando magari ai piedi del Vesuvio un trofeo importante che manca da ormai troppo tempo. Aurelio De Laurentiis nel giugno del 2018 lo ha scelto dopo un annata conclusa col record massimo dei 91 punti di Maurizio Sarri, che non sarebbe valso poi a niente ai fini del campionato. Solo un grande e cercato sogno, sfumato nelle ultime di stagione.
Ciò che più ha colpito in questa nuova gestione di squadra di Carlo Ancelotti, è la differenza netta nel modo di affrontare le partite in Europa. Sebbene il Napoli abbia concluso virtualmente il campionato praticamente dopo la sconfitta con la Juventus in casa (forse anche prima), è da considerare tra le favorite in Europa adesso, avendo concentrato tutte le energie mentali in questa competizione. L’ultima volta nel 2015 era successo con un altro allenatore dalla grande esperienza europea, Rafa Benitez: Il Napoli arrivò a giocarsi le semifinali col Dnipro, squadra che era largamente alla portata della squadra azzurra, ma forse arrivò a quel punto più da “outsider” e con una squadra meno matura di quella attuale.

Il Napoli ha battuto il Salisburgo e l’ha fatto con esperienza. La gestione perfetta della rosa presentata prima al San Paolo e poi al ritorno in Austria, per blindare la qualificazione. Il Napoli va ai quarti di Europa League grazie alla lungimiranza di Carlo Ancelotti: la conservazione della linea difensiva, senza sostituire il diffidato Maksimovic rischiando quindi la doppia squalifica che sarebbe poi arrivata, ha fatto la differenza in chiave qualificazione. Porta inviolata, niente gol in trasferta per il Salisburgo e qualificazione in tasca con il solo gol di Milik alla Red Bull Arena. Partita finita e tutto in discesa per il Napoli che ha solo cercato di attutire il colpo. Probabilmente, rompendo la linea di difesa non rischiando la squalifica del centrale serbo, il Napoli avrebbe potuto subire quel gol che avrebbe portato la gara ai supplementari. E invece ad un meccanismo perfetto dei tre anni passati, si è aggiunta l’esperienza di un allenatore col palmarès più che ricco. Ed è questa l’esperienza che mancava effettivamente al Napoli, per poter andare avanti passo dopo passo, fino a quella finale del 29 maggio, tanto attesa dai tifosi azzurri.

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