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Napoli, lo strano destino che accomuna tre ex allenatori azzurri

Vedi Napoli e poi muori”. Chi non ha mai sentito la famosa frase dello scrittore tedesco Goethe, pronunciata dopo essere rimasto incantato dalla bellezza delle città che sorge all’ombra del Vesuvio. Il concetto è semplice: dopo aver visto un qualcosa considerato oggettivamente bello, hai visto tutto. Per cui, seppure la propria esistenza terrena dovesse venir meno, ciò accadrebbe senza rimpianti. Chissà se la famosa citazione può essere riproposta in termini sportivi, propriamente calcistici, per spiegare ciò che accomuna tre ex allenatori del Napoli. C’è uno strano leitmotiv che li lega dopo aver scelto di proseguire le proprie carriere altrove.

Il copione era sempre lo stesso: De Laurentiis che chiedeva ai suoi tecnici di restare e rinnovare – con tanto di adeguamento di stipendio – e loro che avevano già scelto altre strade. A turno Walter Mazzarri, Rafa Benitez e Maurizio Sarri hanno ritenuto esaurito il loro lavoro partenopeo. Per il primo c’era l’Inter, considerata più “big” rispetto al Napoli. Il secondo aveva già l’accordo con il Real Madrid (mica un club qualsiasi). Il terzo ha scelto l’avventura in Premier League.

Ma le cose non sono andate per il verso giusto

Non facile il primo anno in nerazzurro per Mazzarri, conclusosi al quinto posto, seguito da un esonero – il primo in carriera – nel corso del campionato successivo. Una parentesi in Premier League al Watford (squadra di medio-bassa classifica) e il ritorno in serie A al Torino, prossimo avversario del Napoli. Peggio è andata a Benitez. Sei mesi è durata la sua avventura al Real. Esonerato per i suoi scarsi risultati, fu sostituito da Zidane, vincitore con i blancos di 3 Champions, due Mondiali per Club, una Liga, una Supercoppa spagnola e due Supercoppe europee. Tutto insomma. Rafa viene poi chiamato dal Newcastle in lotta per la salvezza, ma non riesce a evitare la retrocessione dei Megpies in Championship. Tuttavia Benitez riesce a tornare immediatamente in Premier alla guida però di un Newcastle sempre in lotta nelle zone basse della classifica.

E ora le difficoltà di Sarri alla guida del Chelsea, culminate nel terribile 6-0 rimediato contro il suo “amico” Guardiola. La peggiore sconfitta nella storia dei Blus, a cui si aggiungono risultati non soddisfacenti e uno gioco difficile da definire “sarrista”. Per non dimenticare le voci di esonero che aleggiano sulla sua testa e le critiche di buona parte della tifoseria londinesi e della stampa britannica. Insomma, la scelta (rispettabile) di lasciare Napoli per tentare fortuna con altre squadre, ad oggi – e con il senno di poi – non si sta rivelando del tutto indovinata. Ancelotti ci pensi due volte prima di rifiutare un’eventuale rinnovo di contratto.

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