TEVEZ-BOCA

Bufera Superclasico a Madrid: rispediti a casa alcuni tifosi. Tevez polemico

Bufera Superclasico senza fine. Anche se l’ultimo atto sembra ormai alle porte, continuano senza soste le polemiche attorno alla sfida di ritorno tra Boca e River. Le polemiche erano iniziate dopo la gara dell’andata terminata 2-2.

Il 25 novembre scorso fuori allo stadio Monumental, i tifosi del River hanno preso d’assalto il pullman del Boca. A seguito dell’agguato, si sono frantumati diversi vetri del bus e sono andati in ospedale due giocatori.

Dopo aver scelto di spostare a Madrid, precisamente al Santiago Bernabeu la partita, moltissimi argentini con Maradona in testa, hanno criticato ferocemente la scelta, spiegando che molti argentini avrebbero dovuto rinunciare alla finale.

Le due squadre hanno raggiunto la capitale spagnola a poche ore di distanza l’una dall’altra, prima sono arrivati i millionarios, durante la notte, e hanno scelto come luogo per svolgere gli allenamenti Valdebebas, struttura del Real Madrid; mentre gli xeneizes sono arrivati nel tardo pomeriggio (di ieri) e hanno scelto Las Rozas, centro sportivo della Federazione spagnola, per allenarsi. La capitale spagnola è stata blindata per evitare qualunque tipo di disordine, addirittura la polizia spagnola ha bloccato diversi tifosi all’aeroporto “Barajas” e li ha rimandati indietro, tra cui Maxi Mazzarro, leader dei tifosi del Boca, e Jonathan Devoto. Altri tifosi, come Rafa Di Zeo e Mauro Martin, anche loro due leader, hanno avuto il visto per viaggiare ma non per entrare allo stadio. Massima allerta e continuo monitoraggio.

“La polizia respingerà chiunque abbia precedenti penali. Vogliamo evitare qualsiasi rischio di incidenti, l’ordine pubblico è una priorità. Pertanto – ha spiegato Guillermo Madero, responsabile del sistema di sicurezza per gli eventi sportivi – l’ordine è vietare l’ingresso in Spagna a chi abbia scontato pene per crimini violenti.”

 

 

Tevez al vetriolo contro i vertici della Conmebol:”Tre folli dietro a una scrivania”. Così li ha definiti l’Apache che poi ha continuato, ribadendo anche l’importanza di concentrarsi sulla partita: “Ma è difficile accettare una scelta simile, ritrovandosi a giocare in un altro continente e in un campo che pochi conoscono. La verità – ha tuonato Carlitos al termine del primo allenamento in Spagna – è che ci hanno privato della gioia di poter trionfare al Monumental, chi dirige la Conmebol non capisce nulla”.

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