TEVEZ-BOCA

Superclasico: Madrid blindata. Ruggeri: “Quando passai dal Boca al River, mi incendiarono la casa”

Superclasico: dopo i continui rinvii per i disordini accaduti il 25 novembre scorso, fuori allo stadio “Monumental“, sembra che la finale di ritorno dove si affronteranno Boca Juniors e River Plate avrà finalmente luogo. La sede designata è Madrid, lo stadio è quello del Real, il “Santiago Bernabeu”, scelta che ha suscitato tantissime polemiche in patria e fuori. Dopo l’agguato al pullman che trasportava Tevez e compagni, il piano per la sicurezza è stato studiato nei minimi dettagli, anche per evitare l’intervento dei cosiddetti “Barras Bravas”, tifo organizzato che tiene in scacco il calcio argentino. In realtà si tratta di vere e proprie organizzazioni mafiose e criminali, pronte a tutto e capaci di qualsiasi gesto. Infatti, come raccontato all’emittente “Onda Cero”da Oscar Ruggeri, nel 1985 successe, a causa di queste organizzazioni, un episodio particolarmente inquietante. Il giocatore era passato nell’estate dal Boca Juniors al River Plate e la reazione fu veramente terribile: “Mi hanno bruciato la casa. Dentro c’erano i miei genitori. E quando è successa questa cosa sono andato a parlare con il capo dei Barras Bravas del Boca. Era lui che controllava tutto e gli ho detto chiaramente che era l’ultima cosa che avrei sopportato”.
Data la pericolosità di certe fazioni, Madrid ha optato per il dispiego di ben cinquemila unità tra le Forze dell’Ordine, per controllare l’ordine pubblico nella capitale.

In queste ore le squadre stanno arrivando nella capitale spagnola, con i propri sostenitori al seguito, e con certi elementi la prudenza non è mai troppa.

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