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Sarri: “Col Feyenoord gara difficile: il San Paolo ci aiuti. Callejon centravanti è una soluzione”

admin
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Dopo le parole di Jorginho è la volta di Maurizio Sarri che tre giorni dopo la vittoria sulla Spal è chiamato alla vittoria anche in Champions, contro il Feyenoord, per riscattare il ko all’esordio con lo Shakthar. Sarri che dovrà trovare un rimedio all’infortunio di Milik:
“Prima di tutto bisogna fare gli auguri a Milik, un ragazzo sfortunatissimo che stava tornando in grande condizione ed è alle prese con un nuovo infortunio. Non dobbiamo piangerci addosso, dispiace se passo sempre per chi si lamenta ma nessuno ha puntato il dito sul terreno di gioco indegno di sabato: chi ci dice se Milik non si sia fatto male per colpa di quello? E’ assurdo che per un’industria come il calcio che fattura 2 miliardi ogni anno ci siano situazioni come quelle di sabato a Ferrara con un campo indegno”.

Come trovare un rimedio? Qual’è il miglior rimedio possibile? “Fin quando il calendario sarà questo sarà difficile trovare un qualche rimedio e provare qualcosa di diverso, visto che durante le soste ci sono i Nazionali che vanno via. Andrebbe riformato il calendario internazionale, così potrà riprendere valore il lavoro delle squadre. Ecco spiegato perchè gli allenatori parlano solo di mercato e non di lavoro, perchè non si lavora più”.

A proposito del calendario: può essere una soluzione ridurre il numero delle squadre in A? “Non rappresenta un problema il numero delle squadre in Serie A. Bisogna puntare il dito sulle Nazionali, va trovato un periodo in cui giocano soltanto loro in modo da lasciare più tempo alle squadre per potersi allenare. Il Napoli da qui fino a fine dicembre farà a malapena una settimana intera di allenamenti.

Quali insidie presenta la gara col Feyenoord? “Il Feyenoord è una squadra forte, che quando attacca lo fa in maniera pericolosa. Spero che il San Paolo ci dia una mano perchè dopo aver perso l’esordio con lo Shakthar questa è da considerarsi come una partita importantissima. Non decisiva perchè mancano diverse partite ma non sarà facile perchè attaccano rapidamente sugli esterni ed hanno un bel mix di giovani e gente d’esperienza. Ho visto una squadra viva, di ottimo livello. Sarà una partita difficilissima: toglieremo dal campo i giocatori più affaticati, ma non ne abbiamo tanti che hanno mostrato segni di stanchezza.

Visto l’infortunio di Milik un pò di rammarico per le partenze di Pavoletti e Zapata? “Non sono nè il Presidente nè il Direttore sportivo, non ho venduto nessuno. Ma facciamo un altro tipo di ragionamento: avevamo due giocatori per ruolo, li avevamo in tutti i ruoli, ma se si fa male qualcuno l’UEFA non mi permette sostituzioni avendo le limitazioni della lista. Insomma, pure se fossero rimasti come li avrei potuti schierare? Sono tutte situazioni imponderabili che non penso sia. Se si rompe Icardi, l’Inter sarà nelle stesse problematiche, se si rompe Gonzalo Higuain la Juve avrà lo stesso problema. Spero che nè Icardi nè Gonzalo si faccia male, ma la situazione è questa”.

Come si prepara a sostituire Milik, con quali giocatori? “Io non ho ancora visto i miei calciatori perchè ieri sono stato completamente chiuso in una stanza a guardare le partite del Feyenoord. La differenza è che l’anno scorso la squadra aveva perso un punto di riferimento, mentre quest’anno la squadra ce lo ha già. Nel calcio l’infortunio ci sta e non bisogna piangersi addosso. Con tutto il rispetto ed il dispiacere per il ko di Arek, la squadra un punto di riferimento ce l’ha”.

Rispetto all’anno scorso il Napoli vince anche partite sporche: “La squadra ha qualcosa in più caratterialmente parlando, l’anno scorso di fronte ad un episodio negativo si afflosciava mentre ora reagisce alla grande. Spero sia una caratteristica che ci porteremo dietro per tutto l’anno”.

Cosa più le infastidisce dopo l’infortunio di Milik? Ora Callejon e Ounas come vice-Mertens? “L’aspetto più disturbante dell’infortunio è che non potremmo proporre più il 4-2-3-1 che per 20′ avevamo fatto molto bene. Callejon in quel ruolo può essere un’alternativa, può darci delle garanzie perchè negli ultimi 6′ di Ferrara ha fatto un gran lavoro recuperando diversi palloni e facendo salire la squadra. Ounas è un potenziale che però deve crescere. Ha le caratteristiche giuste ma deve crescere”.

Avete già impiegato 20 uomini, segno che il turn-over c’è: “I luoghi comuni sono difficili da combattere, l’altro giorno vidi una schermata in cui c’era scritto che eravamo la squadra che aveva impiegato più uomini e con il più alto numero di calciatori che non arrivano a 400′ giocati. Insomma, siamo la squadra che cambia più di tutte eppure dicono che io non cambio mai…”

C’è la sensazione che inconsciamente il Napoli tenga più al campionato che alla Champions: “Ma è normale che una squadra che non vince un campionato nazionale da tanti anni si senta più competitiva in A piuttosto che in Europa. C’è da combattere con l’inconscio ma bisogna provarci”.

Si sente di dire qualcosa a Reina? “Reina sta facendo benissimo. Ha preso un gol, ma non è che se lo beccava dall’altra parte valeva meno. Ha visto la palla quand’era a 10 metri ed è difficilissimo lì per tutti. Poteva fare il paraculo mettendosi totalmente sul palo, ma se la palla va dall’altra parte che si fa? Ha preso un gol da uomo, non da paraculo”.

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