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Nessun dramma, ma il Napoli deve ritornare a fare il Napoli

admin
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2 Min di lettura

C’era qualcosa nell’aria, piccoli segnali d’allarme passati poi in secondo piano o cancellati dal risultato finale che finora aveva sorriso al Napoli. Da qualche partita, gli azzurri hanno smarrito il senso del gioco che da sempre rappresenta il punto di forza della squadra allenata da Maurizio Sarri, artefice delle meraviglie mostrate fino a qualche partita fa e che hanno impresso il Napoli nella mente degli spettatori di mezza Europa. Fino alla sconfitta di ieri contro lo Shakhtar, i partenopei avevano trovato sempre il bandolo della matassa, grazie alla qualità dei suoi uomini migliori – il tiro di Zielinski, la pennellata di Insigne per Callejon – ma poiché non è sempre Natale si arriva al punto in cui il colpo in grado di raddrizzare le cose viene meno e – un po’ qualcuno se lo aspettava – si esce sconfitti da una partita, per giunta importante.

Il peggior Napoli finora sceso in campo, mai veloce nel far girare la palla, mai capace di mettere in atto quel pressing alto e asfissiante allo scopo di recuperare il pallone, impreciso e impacciato, poco compatto per bloccare le scorrerie degli ucraini. Per quanto possa essere difficile da digerire, la sconfitta europea è rimediabile: nessun dramma dunque, anzi, che serva da lezione per far capire quanto il Napoli non possa prescindere dalla sua arma principale, il gioco, che da sempre lo caratterizza e lo ha lanciato nell’orbita dell’élite del calcio italiano ed europeo in quanto oggi, nel Vecchio Continente, non c’è squadra o allenatore che non conosca la bellezza del calcio di Sarri. Si mette dunque un punto al futile interrogativo “meglio vincere o giocare bene?” anche perché, almeno per il Napoli, giocare male prima o poi conduce alla sconfitta. Ma questo Sarri già lo sa.

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