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ESCLUSIVA – Daino: “Il Napoli vince facile a Bologna. A Sarri grandi meriti, ma ha un difetto”

admin
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Un doppio ex della sfida di domenica sera tra Bologna e Napoli è Daniele Daino, ex terzino destro cresciuto nelle giovanili del Milan e che ha vestito la maglia azzurra nel 1998-1999 e, successivamente, per quattro stagioni, quella rossoblù dal 2004 al 2008. Oggi, dopo aver aperto un academy nel 2014, allena il Riccione (e proprio oggi compie 38 anni, auguri). 

Sei un doppio ex di Bologna-Napoli: che partita ti aspetti domenica sera ?
“Mi aspetto una squadra che farà la partita e che senza troppe difficoltà vincerà e quella è chiaramente il Napoli”.

Ma il Bologna non vorrà riscattare l’1-7 dell’andata ?
“Sicuramente da parte del Bologna e da parte della piazza c’è un pò la voglia di rivalsa ma a mio avviso i valori in campo parlano chiaro: il Napoli è una squadra forte e pronta sia mentalmente sul campionato che deve andare a fare. Sulla carta non c’è partita, il Bologna proverà a creare ualche difficoltà ma tutto sommato il Napoli parte avvantaggiato perchè è forte, ha giocatori importanti e poi ha acquisito una identità ben precisa, cosa che non hanno i rossoblù”.

La domanda ricorrente: questo Napoli è da Scudetto ?
“Io penso che il Napoli sia una squadra che lotterà per fare un campionato molto importante. Sicuramente la Juve ha ancora qualcosa in più rispetto alle altre, rimane un gradino sopra tutte. Il Napoli proverà fino alla fine a portare interesse a questo campionato, anche perchè ha tutto, compreso un Milik in più che non ha potuto avere l’anno scorso”.

Da allenatore studi Sarri? Cosa pensi del gioco del tecnico, quali particolarità ti affascinano?
“Sarri è un allenatore che conosco molto bene già da quando allenava l’Arezzo, poi venuto anche ad Alessandria, la mia città, dove fece molto bene in una società con grandi difficoltà economiche, una squadra che non veniva pagata da 5 mesi e che, nonostante tutto, riuscì ad arrivare alla semifinale play-off poi persa con la Salernitana in un modo balordo. Insomma, di Sarri si parlava un gran bene già dalla terza serie”.

Quindi lo conosce bene ?
“Sono andato a vedere i suoi allenamenti ad Empoli, dove c’era il mio amico Maccarone, è quello che posso dire di lui è che ha una grande dedizione al lavoro settimanale, è un allenatore molto organizzato e con grandi capacità, sue e dei collaboratori che ha intorno. Fa del possesso palla un’arma micidiale. Non è un possesso sterile ma che permette ai suoi di trovare varchi per entrare nell’area avversaria con una grande qualità nella trasmissione della palla. E poi con lui i giocatori migliorano tantissimo”.

Tipo?
“Prendete Hysaj e Koulibaly che non sono fortissimi tecnicamente ma che grazie al lavoro che fa Sarri in settimana giocano benissimo. Li si vede la mano dell’allenatore. E poi l’attacco che è diventato stellare: i vari Mertens, Callejon e Insigne non avevano mai segnato così tanto prima d’ora. Giocatori tecnicamente molto forti ma che grazie a Sarri ora segnano tantissimi gol. Mertens non è una scoperta ma grazie al lavoro dell’allenatore ha capito i movimenti che deve fare ed ecco che il Napoli, con lui in campo, diventa una squadra senza centravanti ma imprevedibile. Quano ti vengono ad attaccare insieme Callejon, Mertens e Insigne non sai mai cosa ti aspetti”.

Tuttavia c’è sempre un però…
“A Maurizio gli vanno riconosciuti grandi pregi nell’organizzazione, ma se c’è un unico, piccolo difetto mentale e che secondo me non sfrutta appieno la rosa. Nelle rotazioni è meno bravo. Lui è uno che se potesse farebbe giocare sempre gli stessi giocatori. Diciamo che si fida di 13-14 giocatori perchè con questi gli automatismi diventano più facili. Difficilmente farà a meno di giocatori che hanno capito che tipo di lavoro bisogna fare, però in una squadra che ha tante partite da giocare dovrebbe essere più ragionevole nel gestire e preservare le risorse”.

Lei ha chiuso la carriera ad Alessandria, sua città natale a cui è molto legato. Anche Insigne ha dimostrato grande attaccamento alla maglia della squadra della sua città.
“Non vedo un Insigne lontano da Napoli, intanto perchè attualmente gli viene riconosciuto un ingaggio importante. Certo, se dovessero arrivare club molto importanti come il PSG o il Barcellona che offrono cifre da capogiro come le abbiamo viste girare durante questa estate, allora diventerebbe difficile trattenerlo. Però, in questo momento, vedo un Insigne molto sereno e molto felice a Napoli, anche perchè sta facendo delle grandi prestazioni. Lasciamolo tranquillo in maglia azzurra.

Magari lontano anche dalle critiche piovutegli dopo le ultime partite con la Nazionale.
“Le critiche della Nazionale lasciano il tempo che trovano. Anche perchè con l’Italia Insigne gioca in un ruolo che non gli compete e gli vengono chieste delle giocate che lui normalmente non è abituato a fare. Fossi in Ventura farei qualche telefonata a Sarri…”.

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