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Mauro: “Insigne-Dybala come Maradona-Platini? Suggestione forte ma nessuno è un 10”

admin
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L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport si è sbizzarrita nel paragonare il duello tra Insigne e Dybala, i due trascinatori di Napoli e Juve a colpi di genio e fantasia, con quello tra Maradona e Platini, con le stesse maglie, negli anni Ottanta. Chi ha avuto il privilegio di giocare sia al fianco del Pibe de Oro che di Le Roy, è stato Massimo Mauro che, intervistato dalla Rosea, ha detto: “Non è il caso di fare paragoni, ma la suggestione è forte. Si tratta di due elementi di indiscutibile talento, capaci di far emozionare la gente. Le loro parabole ricordano quelle dei più illustri predecessori, hanno un modo di girare la caviglia quando calciano e di indirizzare il pallone che è tipico dei grandi”.

Dybala-Insigne, o Insigne-Dybala: “Hanno fatto percorsi diversi ma sono stati bravissimi entrambi nell’affermarsi in due realtà particolari. La Juve ha speso tanto per Dybala e ci ha visto lungo, lui si è adattato bene in un club di assoluto prestigio. Ha cambiato ruolo rispetto a Palermo e ampliato il suo raggio di azione. Insigne è addirittura profeta in patria: mai facile in assoluto, ancor più difficile a Napoli. Ha mostrato grande personalità riuscendo anche a lasciarsi alle spalle qualche periodo difficile e convincendo quella parte di pubblico che era scettica. Mi sarebbe piaciuto se Dybala fosse stato decisivo nella finale Champions contro il Real, anche se va detto che neppure Platini e Maradona vincevano da soli e la squadra non lo ha particolarmente supportato. In quella gara, però, da lui mi sarei aspettato di più. Insigne, invece, come tutto il Napoli deve vincere qualcosa di importante: è bello veder giocare lui ed è piacevole ammirare la squadra di Sarri, ma adesso è arrivato il momento di collezionare titoli”.

Quale allenatore, tra Allegri e Sarri, ha influito di più sulla crescita del loro talento? “Direi molto perché Allegri è stato bravo a trovare a Dybala una collocazione diversa in campo rispetto a quella che aveva ad inizio carriera e così lo ha responsabilizzato. L’argentino mi sembra perfetto per giocare dietro alla punta centrale. Sarri invece ha reso Insigne più concreto, ora ogni giocata è finalizzata da parte sua a incidere. Il numero di reti di Insigne da quando è arrivato Sarri è aumentato in maniera esponenziale, non può essere un caso. Certo, Insigne è stato agevolato dallo spostamento di Mertens in posizione di centravanti e dalla fine dell’alternanza con il belga”.

Chi è più numero 10? “Nessuno dei due è un “10”, almeno se pensiamo a come Platini e Maradona interpretavano il loro ruolo. Dybala è un nove e mezzo, un centravanti arretrato che dà il meglio però nei trenta metri finali. Insigne è un dieci e mezzo perché parte dall’ala sinistra per poi accentrarsi e arrivare in zona gol. Lo scorso anno ha provato a fare il trequartista puro, ma credo sia molto più funzionale in un 4-3-3 perché sa rendersi molto utile anche in fase difensiva”.

Resta la differenza rispetto a Maradona e Platini: “Sì, per me Platini e Maradona erano giocatori a tutto campo. Dei registi nella loro metà campo, capaci di legare i reparti, e degli attaccanti aggiunti nei pressi dell’area avversaria perché potevano puntare la porta o servire assist per i compagni. Dybala e Insigne hanno queste doti in fase offensiva però difficilmente vengono a prendere palla dai difensori per portarla loro sulla trequarti”.

Per quanto riguarda i calci piazzati? “A nessuno dei due, piuttosto a uno tra Pjanic e Mertens. Secondo me i veri specialisti dei piazzati sono loro”.

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