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Il Mattino – Ounas ha svoltato: un talento che piaceva anche a Mourinho

Alessandro Scognamiglio
Alessandro Scognamiglio
3 Min di lettura

Sull’edizione odierna de Il Mattino si parla di Adam Ounas, uno dei due nuovi acquisti del Napoli per la prossima stagione. Si parte da quel numero messo in mostra l’altro giorno contro l’Espanyol: “È bastato che si girasse di spalle, come una porta girevole, davanti al pubblico del San Paolo, superando marcatore e linea difensiva dell’Espanyol, per passare dallo status di connotato a quello di connotante: Adam Ounas, ha svoltato. Per ora. Un esordio napoletano tra estro ed elegie. Regalandosi una bruciante presenza sentimentale nell’immaginazione napoletana. Anche se ha davanti José Maria Callejon, e gli toccherà soffrire l’apprendimento degli schemi di Maurizio Sarri, superare le sue prove d’ambientazione e avere molta pazienza citofonare Marko Rog. Intanto, però, Ounas segna e si smarca, segna e diverte, segna e gioca a fare l’Insigne dal lato opposto, ribaltandosi sulla destra, rimescolandosi e provando a dimenticare Bordeaux. A guardare il mondo confuso degli incontri pre Champions League e Campionato: i risultati sono buoni, non solo finte neymaresche, palleggio in corsa, dribbling bailado, ma anche i gol, tanto da guadagnarsi anche le buone parole di Dries Mertens. Ounas franco-algerino si va ad aggiungere alla linea d’attacco, anche lui non altissimo, un piccoletto mancino che sguscia mentre i difensori provano a metterlo a fuoco. Gli manca ancora l’inserimento Callejon, ma quello si impara dopo molte andate a vuoto, il connazionale Ghoulam dovrebbe fargli avere la serie, e lui studiarla, il resto è impressione, quella di sentire arrivare il pallone molto prima che accada. L’esordio di Ounas in Ligue 1 fu proprio una entrata disperata, che lui capitalizzò con un gol al Lorient, un colpo di testa su cross di Maxime Poundjé. Quel gol gli cambiò vita e carriera, aprendogli spazio in campo, dandogli la maglia del Bordeaux con costanza e un rosario di giudizi positivi. Dai suoi allenatori Willy Sagnol prima, e Jocelyn Gourvennec dopo, fino ad arrivare a José Mourinho che lo voleva al Manchester United e Franco Baresi al Milan. Piace Ounas perché il suo è un calcio veloce, di accelerazioni improvvise e sintonia col pallone, poi segna ancora poco, conserva una indolenza algerina che dovrà perdere come pure dovrà imparare a scalare e difendere, piuttosto che guardarsi le discese altrui come succedeva a Bordeaux. È un ragazzo che deve avviarsi verso l’idea definitiva di sé, capire che le esibizioni di scapigliatura pallonara come la finta di ieri qui trovano spazi e possibilità, ma richiedono altruismo e sacrificio, proprio perché se uno dei calciatori viene meno al compito richiesto quegli spazi e quelle possibilità decadono”.

Fonte: Il Mattino

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