Rafael Cabral, che triste declino per il verdeoro

Correva l’anno 2014. Sembrano ormai solo un lontano ricordo le parate miracolose del match europeo di Swansea e la trionfale notte della Supercoppa Italiana di Doha per Rafael Cabral, portiere brasiliano arrivato dal Santos per 5 milioni di euro e attualmente relegato al ruolo di terzo a Napoli. Il suo destino è stato infausto. Nel momento in cui il verdeoro poteva “spiccare il volo” e consacrarsi a Napoli e in Nazionale, ecco che arriva la rottura dei legamenti e la fine dei sogni di gloria.

Un’istantanea da Doha: Rafael para il rigore a Padoin ed il Napoli vince la Supercoppa

Tre anni e una Supercoppa in bacheca dopo, ha racimolato pochissime presenze ed è stato scalzato prima da Mariano Andujar, nell’ultimo anno di Benitez, e poi da Pepe Reina con l’arrivo di Maurizio Sarri in panchina e ha potuto giocare solo match di Coppa Italia e contro la Juve in campionato ma solo per necessità: Reina aveva, infatti, dato forfait per un fastidio al polpaccio. Ci si interroga tutti sul valore reale di questo ragazzo, arrivato con tutti i buoni propositi di questo mondo e che è stato stroncato da uno sfortunato incidente. E’ il portiere atletico e dinamico che si è visto agli esordi in azzurro o quello lento, macchinoso ed insicuro delle ultime sporadiche apparizioni? Giudicarlo ora è ingeneroso, ha davanti a sè il colosso Reina e Luigi Sepe che, nelle ultime amichevoli, si è mostrato disinvolto e sicuro. E’ cambiata anche l’interpretazione del ruolo nel Napoli, ma la tecnica individuale, da buon brasiliano quale è, non gli manca: non sfigurerebbe in fase di impostazione della manovra. Pazientemente lavora senza fiatare e accetterebbe anche il ruolo di terzo portiere in azzurro, la sua famiglia è ben inserita in città e sua figlia è nata all’ombra del Vesuvio. Non si può che augurare il meglio a questo bravo ragazzo ed ottimo professionista. Chissà, dopo le buone prestazioni nei test estivi azzurri, magari le voci di mercato potrebbero concretizzarsi e il Benfica potrebbe rilanciarlo a grandi livelli. Lo meriterebbe. Boa sorte, Rafa!

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